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Svizzera e Italia riallacciano i contatti per un nuova intesa fiscale. Punti all'ordine del giorno sono tra gli altri un accordo con imposta liberatoria, un accordo di doppia imposizione secondo lo standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) così come l'imposizione dei frontalieri. Lo ha comunicato oggi all'ats Mario Tuor portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI).

Una scadenza non è stata fissata. All'inizio della settimana vi è stato un incontro a Berna. I colloqui dovrebbero proseguire dopo l'estate.

Secondo Tuor, Svizzera e Italia negozieranno su una nuova intesa di doppia imposizione in base agli standard dell'OCSE e sul modo per regolare i capitali non tassati accumulati in passato: Roma è interessata a una soluzione analoga a quella pattuita con Gran Bretagna e Austria, ha aggiunto Tuor. Come si procederà con i futuri redditi da capitale è una questione ancora aperta.

Un altro tema è la tassazione dei migliaia di italiani frontalieri. Occorre parlare infine anche delle "liste nere" che l'Italia ha stilato e che colpiscono imprenditori di piccole e medie imprese elvetiche che intendono operare oltre confine.

"Entrambi i Paesi hanno interesse a risolvere queste questioni, è logico che si materializzi una presa di contatto", ha commentato in serata l'ambasciatore svizzero in Italia Bernardino Regazzoni all'agenzia ADNKRONOS. Il diplomatico ticinese non ha voluto fare previsioni sui tempi della trattativa e del prossimo incontro che comunque, dopo quello avvenuto a Berna, ha affermato, avverrà a Roma.

Il nuovo premier italiano Enrico Letta aveva annunciato la ripresa dei negoziati in giugno. "È giunto il momento di concludere accordi fiscali con la Svizzera" aveva detto Letta a Roma. "C'è la chiara volontà di giungere ad un'intesa positiva".

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SDA-ATS