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BERNA - La ministra degli esteri svizzera Micheline Calmy-Rey questa sera si reca a Tripoli, dove lo svizzero Max Göldi, trattenuto in Libia da quasi 700 giorni, ha riottenuto oggi il passaporto e domani dovrebbe ricevere il visto d'uscita per lasciare il Paese nordafricano.
Secondo l'agenzia italiana ANSA, che ha avuto conferma dalle autorità libiche, Micheline Calmy-Rey è attesa questa sera all'aeroporto di Tripoli assieme a Miguel Angel Moratinos, ministro degli esteri della Spagna, Paese che detiene la presidenza di turno dell'Unione Europea (UE).
Anche l'agenzia francese AFP riferisce della visita, citando fonti diplomatiche occidentali. Secondo il suo corrispondente, Calmy-Rey dovrebbe atterrare a Tripoli alle 21.30.
Interrogato dall'ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha detto che "per il momento preferisce non commentare tali informazioni", senza però smentirle.
"Il procuratore generale ci ha consegnato il passaporto di Max Göldi. E noi abbiamo concluso tutte le procedure affinché egli possa ottenere il visto d'uscita domenica", ha detto all'AFP il suo legale libico, Salah Zahaf.
Max Göldi, dipendente di ABB, è stato fermato in Libia il 19 luglio 2008 assieme al connazionale Rachid Hamdani, in seguito all'arresto avvenuto due giorni prima a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar accusato di maltrattamenti dai domestici. Dopo 53 giorni di prigionia i due svizzeri sono stati liberati ma è stato loro proibito di lasciare Tripoli. Si erano allora rifugiati all'ambasciata svizzera.
Rachid Hamdani ha potuto partire dalla Libia il 23 febbraio scorso, mentre Max Göldi lo stesso giorno ha lasciato l'ambasciata per consegnarsi alle autorità libiche e scontare la pena per "soggiorno illegale". Göldi è quindi stato liberato giovedì sera dopo quattro mesi di prigione.
Il caso ha fatto rompere le relazioni diplomatiche fra Berna e Tripoli. L'unione Europea, in particolare la presidenza spagnola di turno, ha fatto da mediatrice.

SDA-ATS