Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

TRIPOLI - Se entro il 5 aprile - data di entrata in vigore del le nuove norme sui visti - Tripoli e Berna non troveranno una soluzione alla querelle, l'Italia presenterà una proposta ai 'colleghi' Schengen per consentire alla Libia di superare la lista nera Svizzera che limita i movimenti in Europa di 186 personalità libiche, tra cui il colonnello Gheddafi.
È quanto ha spiegato all'agenzia di stampa Ansa il ministro degli esteri italiano Franco Frattini al termine del suo "lungo" incontro, a Tripoli, con il premier Baghdadi Mahmoudi nel corso del quale è stata ricordata "la profonda amicizia fra Libia ed Italia che ha già portato allo sviluppo di profonde relazioni bilaterali in tutti i settori".
In merito a Max Göldi, l'uomo d'affari elvetico imprigionato in Libia per soggiorno illegale, Frattini riferisce che il governo di Tripoli non si opporrà a soluzioni, anche rapide. Saranno valutate le istanze presentate dai legali senza pregiudizi negativi, ha spiegato Frattini sottolineando di aver ricevuto rassicurazione dal primo ministro libico.
L'iniziativa per risolvere la controversia sui visti Schengen - ha detto Frattini - sarà presentata insieme ai colleghi maltese, spagnolo e portoghese il 22 marzo prossimo al Consiglio dei Ministri Europei.
Il 4 aprile infatti entra in vigore il nuovo codice sui visti Schengen che prevede, ha ricordato il Ministro, la possibilità di emettere dei visti a 'territorialità limitata' condivisi da un certo numero dei paesi che aderiscono all'area Schengen: ogni paese cioè, potrà rilasciare un visto per il suo territorio che sarà valido anche per gli altri paesi Schengen che aderiranno all'iniziativa. Se la crisi tra Libia e Svizzera "non sarà risolta da qui al 4 aprile, l'Italia - ha annunciato Frattini - proporrà a tutti gli altri paesi Schengen" di rilasciare i visti alle personalità di Tripoli anche se la Svizzera "continuasse ad opporsi".
"Non è possibile infatti - ha affermato Frattini - che membri di una delegazione Libica, che negoziano accordi con l'Europa, siano iscritti nella lista nera Svizzera". Così come, ha proseguito il ministro, "va risolto subito" il problema del rilascio dei visti in entrata in Libia.
Durante gli incontri a Tripoli - ha poi riferito il ministro - è stata sottolineata la profonda indignazione del Leader Gheddafi per l'inclusione nella lista nera svizzera. Il primo ministro libico ha anche fatto riferimento al fallito tentativo di raggiungere un accordo tramite l'intervento della presidenza Spagnola, 4 giorni fa a Tripoli. "Malgrado questi tentativi - ha detto Frattini - la Svizzera tiene un comportamento che non corrisponde alle finalità di Schengen che serve a prevenire l'ingresso di terroristi e criminali in Europa e non ad esercitare pressioni per risolvere crisi diplomatiche bilaterali".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS