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La Svizzera non può ancora restituire alla Tunisia 40 milioni di dollari (35 milioni di franchi) appartenenti a membri del clan dell'ex presidente Zine el-Abidine Ben Ali. Contro la decisione del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è stato inoltrato un ricorso al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.

L'MPC ha confermato una notizia in tal senso pubblicata oggi dalla "SonntagsZeitung", aggiungendo tuttavia che al momento non può essere fornito nessun altro dettaglio sul procedimento.

All'inizio del 2011, dopo la caduta di Zine el-Abidine Ben Ali, il Consiglio federale aveva congelato circa 60 milioni di franchi su conti svizzeri. Lo stato tunisino aveva in seguito ottenuto lo sblocco degli averi nell'ambito di una richiesta di assistenza giudiziaria alla Svizzera.

L'MPC è giunto ad aprile alla conclusione che le autorità tunisine avevano potuto portare prove sufficienti per rendere possibile la restituzione di 35 milioni di franchi. Sarebbe poi seguito presto lo sblocco del resto della somma.

Ma un ricorso è ora pendente a Bellinzona, per cui il denaro resta al momento in Svizzera. Una decisione del TPF può essere ancora contestata presso il Tribunale federale (TF).

SDA-ATS