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Svizzeri non si sentono sicuri su internet, sondaggio comparis.ch

Circa un terzo degli svizzeri ritengono che pubblicare dati personali su internet non è sicuro: lo rileva un sondaggio effettuato dall'istituto di ricerche di mercato Gfk su incarico del portale di raffronto online Comparis. A non ispirare fiducia sono in particolare le reti sociali. Inoltre quasi uno su due utilizzatori di internet dichiara di sentirsi sorvegliato.

Oltre il 70% delle 1200 persone interrogate ha dichiarato che su una scala da 1 ("per nulla sicuro") a 10 ("sicurissimo"), non darebbe più di 4 punti a Facebook, Twitter e altri social network.

Il sondaggio è stato condotto dopo la rivelazione sull'estensione della sorveglianza effettuata dalle spie americane della National Security Agency (NSA) in Europa.

Per quanto riguarda un utilizzo abusivo dei loro dati, quasi i tre quarti delle persone interrogate ha indicato di sentirsi minacciata dai criminali, più dei due terzi dalle reti sociali e la metà dai servizi segreti. L'impressione generale di essere sorvegliati sulla rete è condivisa dal 45% degli intervistati.

Gli internauti svizzeri prendono quindi precauzioni prima di pubblicare dati privati online. Il 45% dichiara di esitare ad indicare nome cognome o indirizzo mail. Per il 23% è impensabile fornire il numero di cellulare e il 35% non pubblicherebbe online foto o video che li rappresentano.

Le misure prese dagli internauti per proteggere i loro dati personali sono molto varie. Un terzo invia dati sensibili tramite posta tradizionale piuttosto che per internet e un interrogato su undici invia mail importanti solo dopo averli criptati. Tuttavia solo il 39% ha istallato un firewall.

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