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KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La "preferenza nazionale 'light'" senza tetti massimi né contingenti votata dal Parlamento in dicembre per applicare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa è relativamente ben accettata dagli svizzeri.

Se si dovesse votare oggi su tale proposta, questa sarebbe approvata da una comoda maggioranza di cittadini. Lo rileva un sondaggio dell'istituto gfs.bern.

Il 51% degli interrogati è molto contento o piuttosto contento della soluzione trovata per l'applicazione: considera la proposta un compromesso sensato o ritiene che non ci sarebbe stata una soluzione migliore. I più soddisfatti sono gli Svizzeri italiani, seguiti dai romandi. Il 38% si dice invece piuttosto non contento o per nulla contento e critica il non rispetto della volontà del popolo. La quota di interpellati dell'UDC che è scontenta si attesta al 64%.

In caso di referendum la soluzione trovata dal Parlamento in dicembre sarebbe accolta dal 57% dei cittadini, mentre verrebbe respinta dal 35%.

Lo studio mostra inoltre che la considerazione della popolazione per gli accordi bilaterali con l'Ue negli ultimi tempi è aumentata: mentre dopo le elezioni del Parlamento nel 2015 era il 43% a vedere esclusivamente vantaggi o piuttosto vantaggi negli accordi bilaterali, la quota è ora del 50%. Il 25% degli interpellati ritiene invece che vi siano piuttosto o unicamente svantaggi e il 19% che pro e contra negli accordi bilaterali si equivalgano.

Alla domanda sulla base di quali argomenti sostenete i bilaterali, il 77% ha risposto di ritenere questi ultimi importanti per i rapporti economici. Altri motivi citati sono stati anche il fatto che rendano possibili l'accesso a programmi di formazione e di ricerca, ai mercati dell'esportazione e a personale qualificato europeo. Una maggioranza è anche dell'idea che i bilaterali portino a un maggiore benessere in Svizzera.

Il quadro più positivo sugli accordi bilaterali è stato tracciato dai simpatizzanti dei Verdi liberali, seguito da quelli del PS e dei Verdi, con percentuali tra il 77 e il 71%. In mezzo si trovano gli elettori del PPD, PBD e PLR (tra il 59 e il 61% vedono più vantaggi che svantaggi), mentre all'altra estremità si trovano i sostenitori dell'UDC il 54% dei quali ritiene che negli accordi bilaterali vi siano più svantaggi che vantaggi.

I contrari ai bilaterali avanzano soprattutto quale argomento alla base della loro posizione la pressione sui salari, ma anche conseguenze per l'assistenza sociale e per i prezzi di immobili e affitti. Inoltre circa la metà degli intervistati reputa che la Svizzera abbia perso il controllo sull'immigrazione.

Altro dato scaturito dal sondaggio riguarda l'iniziativa popolare "Fuori dal vicolo cieco! Rinunciamo alla reintroduzione di contingenti d'immigrazione" (RASA): se gli svizzeri votassero oggi in proposito sarebbe respinta dal 51% e accolta dal 41%. Stesso destino avrebbe una iniziativa popolare per denunciare l'accordo di libera circolazione delle persone che sarebbe bocciata dal 58% dei votanti: solo il 34% la difenderebbe.

Per il sondaggio l'istituto gfs.bern, ha interrogato dal 9 al 25 febbraio circa 2500 persone su mandato dell'Associazione delle imprese farmaceutiche svizzere (Interpharma).

SDA-ATS

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