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Svolta in Tunisia, il partito laico vince le elezioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 ottobre 2014 - 20:50
(Keystone-ATS)

Sorpresa in Tunisia, culla delle Primavere arabe, dove il partito laico Nidaa Tounes si avvia a vincere le legislative, scavalcando clamorosamente gli islamici di Ennhadha, partito di maggioranza alle scorse elezioni.

Secondo gli exit poll - i risultati definitivi delle elezioni di ieri si avranno entro mercoledì - Nidaa Tounes è in testa con il 36% delle preferenze. Seguono il partito di ispirazione religiosa Ennahdha con il 26%, il Front Populaire con il 5,4% che si contende il terzo posto con l'Upl di Slim Riahi al 4,8%, e Afek Tounes al 2,8%.

Le prime indicazioni sembrano confermate dagli stessi partiti, con Ennhadha che ha ammesso la sconfitta. Il dato più eclatante è ovviamente la notizia del sorpasso dei 'laici' nei confronti degli 'islamici': tutta la campagna elettorale del resto si era giocata sulla contrapposizione tra i due maggiori partiti del Paese, in una sorta di lotta a distanza, con i due a rivendicare un diverso modello di società, tradizionalista e religioso l'uno, modernista e laico-secolare l'altro.

Comprendere le ragioni della sconfitta del partito islamista in realtà è piuttosto semplice. Una volta al governo Ennahdha ha perso terreno a causa degli insuccessi sul piano economico, dell'insorgere del pericolo terrorismo, dell'uccisione di due deputati della sinistra popolare (Chokri Belaid e Mohamed Brahmi) per mano dei salafiti, che gli sono costati critiche per aver mostrato troppa accondiscendenza nei confronti di questi ultimi, del dilagare della corruzione, del degrado dell'ambiente, a tal punto da costringere gli islamici ad accettare di lasciare il potere, nel settembre 2013, a favore dell'esecutivo tecnico di Mehdi Jomaa.

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