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È il franco forte a costituire la minaccia più seria per l'orologeria elvetica e non l'avanzata degli orologi intelligenti, ritiene il presidente della direzione di Swatch Group.

Oggi, in occasione della conferenza stampa di bilancio, Nick Hayek ha deplorato la passività della Banca nazionale svizzera (BNS), "che non fa quasi nulla, o proprio nulla".

Il direttore del gruppo specializzato nell'orologeria e nella microtecnica con sede a Bienne (BE) ha sostenuto che i danni causati dalla forza della valuta nazionale non si vedono in tre, sei o dodici mesi, ma appaiono quando gli industriali cominciano a delocalizzare parte della produzione. Hayek ha invitato a seguire l'esempio della Danimarca, che non ha adottato la moneta unica europea e la cui banca centrale si impegna a legare la corona all'euro.

Nick Hayek ha evocato anche l'importanza che la sua impresa accorda al mantenimento in Svizzera della ricerca, dello sviluppo e della produzione. Swatch punta palesemente sull'innovazione tecnica: lo scorso anno ha depositato un numero record di quasi 200 nuovi brevetti.

"I brevetti sono importanti, ma la cosa più considerevole è che ci permettono di realizzare prodotti", ha indicato la sorella Nayla Hayek, presidente del consiglio di amministrazione (cda), citata in un messaggio contenuto nel rapporto annuale d'attività del 2015, pubblicato oggi.

Nella conferenza stampa di bilancio è stato dato parecchio spazio anche agli orologi intelligenti, la cui quota di mercato è in crescita. Swatch Group, che si è lanciato nel settore con il modello chiamato Bellamy, non ha annunciato novità in merito.

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SDA-ATS