Gli "Swiss Press Awards 2019" per il giornalismo sono stati consegnati stasera durante una cerimonia all'Hôtel Bellevue di Berna. Fra i premiati figurano anche due ticinesi: Alessandro Bertellotti e Pablo Gianinazzi.

I premi assegnati dalla Fondazione Reinhardt von Graffenried, comprendono le categorie Print , Online, Radio, Video, Local e Photo, dotate di 20'000 franchi ognuna.

Alessandro Bertellotti, di Origlio, ha vinto nella categoria cronaca locale Award per il servizio "L'uomo sul treno" messo in onda il 6 di giugno del 2018 dalla Radio televisione Svizzera (RSI). Il soggetto riguardava un africano del Mali che si era nascosto su un treno prima di entrare in Svizzera ed è morto a causa di un contatto con la linea elettrica.

Nella categoria Photo, vinta dal Basilese Stefan Bohrer ("Blick") della sezione Attualità, Pablo Gianinazzi, di Lugaggia, ha ottenuto il secondo posto nella sezione Internazionale per la serie "Viaggio tra speranza e libertà", pubblicata dal giornale Il Caffè. Essa riguardava rifugiati africani che, vestiti con jeans e scarpe da ginnastica, nel gennaio del 2018 hanno tentato di raggiungere la Francia attraverso il passo di Scala, a 1800 metri di altitudine, sfidando la morte.

Prima nella categoria per la stampa scritta è risultata la giornalista romanda Camille Kraft, di Romainmôtier (VD), per l'articolo "Le système Constantin" sul presidente della squadra di calcio vallesana del Sion, pubblicato da "Le Matin Dimanche".

Nella categoria Video l'ha spuntata lo zurighese Florian Imbach, redattore di Rundschau della tv svizzero tedesca SRF. Il suo servizio "Die beste Freundin - ein Polizeispitzel" (La migliore amica - un informatore della polizia) riguardava una donna accusata ingiustamente di abusi su fanciulli.

Quale giornalista radiofonica ha vinto la basilese Rahel Walser, di SRF. Con "Teure Fehlanreize im Gesundheitswesen" (Incentivi sbagliati e cari nella sanità) ha denunciato "un sistema sanitario totalmente commercializzato".

Nella categoria Online è stato premiato il giornalista del portale cattolico cath.ch Pierre Pistoletti, di Yerdon (VD) che ha trattato degli abusi sessuali in seno alla Chiesa con un servizio intitolato "Lorsque le berger est un loup" (Quando i pastore è un lupo).

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