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Una parte del personale d'assistenza al suolo di Swissport ha scioperato per quasi tre ore ore oggi all'aeroporto di Ginevra-Cointrin dopo la mancata conciliazione con la direzione annunciata lo scorso 27 gennaio. All'agitazione contro l'asserita volontà di quest'ultima di ridurre i salari e peggiorare le condizioni di lavoro hanno preso parte oltre 400 dipendenti dei vari settori di attività, hanno indicato i sindacati SSP/VPOD e PUSH.

"Questo sciopero è un primo avvertimento", ammoniscono i due sindacati, aggiungendo che i lavoratori hanno dato tempo fino a venerdì mattina alla direzione perché ritiri "l'insieme delle sue esigenze" volte a ridurre i diritti acquisiti iscritti nel contratto collettivo di lavoro (CCL). Se non lo farà minacciano uno sciopero più consistente. "La direzione vuole ridurre i salari di diverse centinaia di franchi al mese", sostiene il segretario dell'SSP ginevrino Jamshid Pouranpir citato in una nota.

"Il movimento è stato relativamente ben seguito. Abbiamo abbastanza ritardo nello smistamento dei bagagli", ha dichiarato all'ats al termine dello sciopero il portavoce dell'aeroporto Bertrand Stämpfli.

Più di cento dipendenti hanno manifestato nella hall dell'aeroporto gridando "Scioperiamo", con grande sorpresa dei viaggiatori. Nella sala degli arrivi i nastri trasportatori dei bagagli sono rimasti fermi, nei tabelloni degli orari parecchi voli erano ritardati al decollo e a molti sportelli di check-in si sono formate lunghe code, ha constatato l'ats sul posto.

"Non è una catastrofe, riusciremo ad assorbire i ritardi nel corso del pomeriggio. Ci dispiace per gli inconvenienti causati ai passeggeri", si è rammaricato Stämpfli, sottolineando che la direzione dell'aeroscalo non vuole immischiarsi nel conflitto tra il personale e una compagnia privata.

Parte dei dipendenti di Swissport aveva votato una settimana fa in favore dello sciopero. Il numero uno mondiale dei servizi a terra per il trasporto aereo con sede a Zurigo impiega oltre mille persone a Ginevra e copre a Cointrin circa il 70% del "mercato dell'assistenza al suolo" (il restante 30% va all'impresa Dnata).

A causa della pressione sui costi la direzione vuole ridurre la massa salariale di 5 milioni. Martedì scorso essa aveva deplorato il fallimento della conciliazione davanti alla Camera dei rapporti collettivi di lavoro (CRCT) del canton Ginevra, alla quale il personale si era rivolto prima di Natale. La direzione aveva anche indicato di "aver riveduto al ribasso le sue pretese allo scopo di trovare un accordo entro il 28 febbraio", data di scadenza del CCL.

Swissport afferma di voler mantenere le condizioni attualmente in vigore e dunque anche i salari di base e le indennità legate al lavoro irregolare, ma vuole rivedere il piano di previdenza con una quota di contributi del 60% a carico del datore di lavoro e diminuire progressivamente il "premio di partecipazione" all'assicurazione malattia di ogni dipendente.

I sindacati SSP e PUSH hanno respinto le proposte, accusando Swissport di voler "risparmiare milioni di franchi all'anno sulle spalle del personale". Secondo la loro versione, la direzione vuole sopprimere gradini salariali e la partecipazione ai premi malattia, diminuire le quote di previdenza, accrescere la flessibilità e sopprimere il CCL per le nuove assunzioni.

Ex filiale del defunto SAir Group, Swissport è controllata dal 2010 dalla società di investimenti francese Paribas Affaires Industrielles (PAI Partners). Con un effettivo di circa 55'000 persone Swissport International è presente in 260 aeroporti di 45 paesi e genera un ricavo operativo di tre miliardi di franchi all'anno.

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SDA-ATS