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Syndicom ha annunciato che il suo comitato centrale ha approvato una risoluzione per combattere i tagli degli uffici postali (foto d'archivio).

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Tanto fumo, poco arrosto e nessuna strategia. Non si è fatta attendere la reazione del sindacato syndicom al comunicato odierno della Posta, in cui si illustrava la riorganizzazione futura della rete dell'azienda.

In una nota, syndicom annuncia che il suo comitato centrale, riunito oggi a Berna, ha approvato una risoluzione per combattere i tagli degli uffici postali. Il gigante giallo è accusato di smantellare il suo servizio e di presentare come progetti del futuro punti d'accesso "super snelliti", mentre lo sviluppo dell'offerta rimane "alquanto ambiguo".

Secondo il sindacato, le idee dell'ex regia federale sulle sfide che l'attendono rimangono vaghe e manca un'analisi sul ruolo che la rete può avere per la logistica e per le altre prestazioni del servizio pubblico.

Syndicom si dice sicura che le offerte si limiteranno a quartieri e Comuni che disporranno ancora di un ufficio postale proprio: quelli che lo perderanno "difficilmente potranno approfittare dei futuri servizi". Ha inoltre presentato la sua mappa aggiornata degli sportelli tradizionali a rischio.

Popolazione e politica hanno capito da tempo che la Posta sta cercando di coprire lo smembramento in atto con "sgargianti slogan pubblicitari e tecnologie di grande effetto ma non commercializzabili", si legge nel comunicato. Syndicom ricorda che in "infinite petizioni" contro lo smantellamento sono state raccolte oltre 60'000 firme e che anche la politica, in particolare il Consiglio nazionale, ha già preso posizione per opporsi ai tagli ai servizi.

Il sindacato conclude evidenziando che dopo il 2020, non vi è nessuna garanzia di sopravvivenza per oltre 500 uffici tradizionali. In considerazione delle attuali condizioni quadro legali, soltanto 250 circa ad oggi sono al sicuro.

SDA-ATS