Navigation

TAF: canone radio va pagato anche da chi ha collegamento ADSL

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2012 - 13:07
(Keystone-ATS)

I proprietari di un computer dotato di un collegamento Internet a banda larga devono pagare la tassa sulla ricezione radio. È quanto indica una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF), che ha respinto il ricorso di un privato che non voleva sottomettersi a una decisione di Billag, ente che riscuote i canoni di ricezione radio-tivù.

La sentenza conferma una decisione dell'Ufficio federale delle comunicazione (UFCOM) che aveva obbligato un privato a pagare la concessione, ossia 13,75 franchi al mese. La sentenza può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale.

Stando al TAF, un computer con banda larga permette di captare numerose stazioni, con una qualità di ricezione comparabile a quella garantita dai tradizionali apparecchi radio. Poco importa inoltre se la persone non ascolta la radio al domicilio.

Il ricorrente si lamentava anche di una presunta ineguaglianza di trattamento rispetto al telespettatori. Per quest'ultimi, non basta infatti possedere un computer con banda larga per essere sottoposti alla concessione. Devono essere soddisfatte altre condizioni, come aver concluso un abbonamento oppure aver installato un programma che permetta di ricevere le immagini televisive. I giudici hanno replicato che per ascoltare la radio via computer è sufficiente un collegamento a banda larga e il software necessario.

Nella sua sentenza, il TAF rammenta inoltre che le aziende possono essere liberate dal pagamento della tassa se vietano espressamente ai loro impiegati di collegarsi ad Internet per ascoltare la radio durante gli orari d'ufficio. A un privato tale esenzione non viene riconosciuta anche se questi spiega di non ascoltare la radio a casa sua.

All'ats, il portavoce dell'UFCOM Roberto Rivola ha indicato che la decisione dei giudici federali è la prima sentenza che obbliga un possessore di un computer con collegamento a banda larga a pagare la concessione radio, anche se non possiede una tradizionale radio.

Il numero di persone in queste condizioni dovrebbe crescere in futuro. Rivola ha ricordato che le Camere federali discuteranno tra breve una proposta che mira ad imporre a tutte le famiglie il pagamento della concessione, a prescindere dal possesso o meno di un apparecchio radio o tivù.

(Sentenza A-2811/2011 del 13 aprile 2012)

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?