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TAF: la Grecia viola il diritto internazionale

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 agosto 2011 - 13:49
(Keystone-ATS)

Il rinvio di richiedenti l'asilo verso lo Grecia, in ottemperanza agli accordi di Dublino, deve rimanere un'eccezione secondo il Tribunale amministrativo federale (TAF). Tale rinvio è da escludere per persone vulnerabili e anziane, donne sole, minorenni e famiglie, poiché in Grecia è stata appurata la violazione di norme del diritto internazionale nell'accoglienza dei rifugiati e nella procedura d'asilo.

In una sentenza di principio il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di un vedovo con due figli, cittadino afghano, arrivato in Svizzera nel 2009 dopo essere transitato per la Grecia l'anno prima. L'uomo si è detto vittima di persecuzioni inflitte nel suo paese dai talebani. Nel marzo 2010 l'ufficio federale della migrazione non era entrato in materia sulla sua domanda d'asilo, in applicazione dell'accordo di Dublino aveva ordinato il trasferimento ad Atene.

In una sentenza lunga e ricca di motivazioni il TAF ha tenuto conto degli inquietanti rapporti dell'Alto commissariato ONU per i profughi, della Corte europea dei diritti dell'uomo e di organizzazioni di aiuto ai rifugiati, ed ha dipinto un quadro preoccupante della situazione che vivono in Grecia i richiedenti l'asilo.

Chi arriva dopo che in un altro paese la sua domanda è stata respinta, viene sistematicamente chiuso in appositi centri, sporchi e sovraffollati, dove deve fare i conti con insulti, soprusi, atti di violenza fisica da parte del personale. Inoltre, in assenza di interpreti, sono confrontati a procedure amministrative incomprensibili. In definitiva, il TAF rileva "l'esistenza di una pratica appurata di violazione di certe norme del diritto internazionale da parte della Grecia".

Di conseguenza, avverte il Tribunale, l'espulsione in Grecia, in virtù degli accordi di Dublino, deve rimanere un fatto eccezionale, "al termine di una analisi personalizzata" del caso in questione.

Prima di questa sentenza l'Ufficio federale della migrazione aveva già provveduto a modificare la sua pratica: in gennaio aveva annunciato che non avrebbe più spedito richiedenti l'asilo in Grecia. Da allora sono bloccate in Svizzera centinaia di persone.

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