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Un centinaio di passeggeri del traghetto affondato ieri in Tanzania nei pressi dell'isola di Chumbe, a ovest dell'arcipelago di Zanzibar, risultano ancora dispersi, mentre l'ultimo bilancio fornito dalle autorità locali parla di almeno 51 vittime, tra cui un cittadino americano e numerosi bambini.

In queste ore sono in corso le operazioni di identificazione dei corpi da parte dei parenti delle vittime che si sono radunati presso il parco di Maisara della città di Zanzibar.

Intanto proseguono le operazioni di soccorso nonostante le condizioni meteorologiche avverse, ma si riducono sempre di più le speranze di recuperare sopravvissuti: "È umanamente impossibile trovare qualcuno ancora vivo a questo punto", ha detto in una dichiarazione ai media locali il commissario della polizia tanzaniana Mussa Ali Mussa.

Tra i passeggeri tratti in salvo c'è anche un gruppo di 12 turisti olandesi. Secondo le autorità marittime, al momento dell'incidente 290 persone erano a bordo dell'imbarcazione, (alcune fonti non ufficiali parlano di 400 passeggeri), un numero molto superiore rispetto alla capacità massima del mezzo che collega la città marittima di Dar es Salam a Zanzibar, una delle mete turistiche più ambite dell'oceano Indiano.

Il presidente della Tanzania, Jakaya Kikwete, ha ordinato l'avvio di indagini accurate per individuare le responsabilità dell'incidente e ha annunciato tre giorni di lutto nazionale.

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SDA-ATS