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BERNA - Una pausa generale delle trasmissioni televisive sul territorio elvetico tra la mezzanotte e le sei del mattino è "sproporzionata". Inoltre, uno spegnimento obbligatorio di tutti vettori di diffusione (satellite, antenna, cavo e Internet) è "praticamente irrealizzabile". È quanto sottolinea il Consiglio federale in risposta a una mozione del consigliere nazionale Josef Zisyadis (POP/VD).
Secondo il deputato vodese, una pausa quotidiana si rifletterebbe sulla salute pubblica e sulla vita sociale dei cittadini, che oggi trascorrono oltre tre ore quotidiane davanti al piccolo schermo. A suo avviso il ricorso eccessivo alle trasmissione televisive trasforma il telespettatore in un consumatore succube di una struttura di potere.
Il governo ritiene invece che intervenire nel modo proposto "non sia necessario e neppure appropriato" per contrastare eventuali influenze negative della televisione. Il Consiglio federale punta piuttosto sulla responsabilità del singolo individuo. Oltre a ciò, il provvedimento chiesto da Zisyadis non sarebbe compatibile con la libertà dei media, sancita dall'articolo 17 della Costituzione federale, e sarebbe contrario alla Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera.
Infine, basandosi su recenti rilevamenti, l'esecutivo sottolinea che "dopo mezzanotte il numero di telespettatori si riduce notevolmente e considerevolmente". Focalizzandosi unicamente sul media televisivo, la mozione si dimentica che "i giovani passano molto più tempo in Internet che davanti al televisore", conclude il governo.

SDA-ATS