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Pattuglie della polizia e soccorritori sul luogo dell'attentato

KEYSTONE/EPA/WILL OLIVER

(sda-ats)

Terrore nel centro di Londra nel nome di "Allah" e sangue sulle elezioni in Gran Bretagna, a soli 4 giorni dal voto dell'8 giugno. Un duplice attacco è stato condotto nella notte nel cuore della capitale del Regno: il bilancio è di almeno 6 morti e di 48 feriti.

I tre presunti aggressori sono stati uccisi dalle forze di sicurezza. Tra le vittime non vi sarebbero cittadini svizzeri, secondo quanto comunicato dal Dipartimento federale degli affari esteri.

Il primo attacco è avvenuto sul London Bridge, ponte simbolo della città, dove un pulmino ha investito diversi pedoni: dal veicolo sono poi usciti tre aggressori che hanno accoltellato altri passanti; il secondo episodio di violenza ha riguardato la zona di Borough Market, dove lo stesso commando ha continuato la sua azione di morte prima di cadere sotto i colpi della polizia.

Mark Rowley, numero uno dell'antiterrorismo di Scotland Yard, ha precisato prima dell'alba il numero delle vittime: 6 morti, oltre ai tre terroristi uccisi. I feriti sono 48, secondo quanto ha confermato il vice direttore delle operazioni del London Ambulance Service, Peter Rhodes. "Abbiamo portato 48 pazienti in cinque ospedali in varie zone di Londra...Diverse altre persone sono state soccorse sul posto per ferite meno serie". Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, ha precisato che diversi dei feriti ricoverati in ospedale versano in condizioni critiche.

Scotland Yard ha descritto l'accaduto come "un attacco prolungato iniziato a London Bridge e concluso a Borough Market", aggiungendo che non risultano altri assalitori e smentendo che vi siano ancora sospetti in fuga. Ma ha evidenziato che le indagini proseguono senza escludere eventuali fiancheggiatori esterni. E infine ha invitato la gente a restare "vigile".

Il movente del terrorismo, evocato inizialmente come "potenziale" dalla premier Theresa May, è stato confermato quasi subito dagli investigatori. La sequenza si è consumata in pochi minuti (ne sono passati 8 fra la prima telefonata di allarme e la sparatoria finale), a neppure due settimane di distanza dell'atroce attentato suicida commesso alla Manchester Arena il 22 maggio: dove Salman Abedi, giovane britannico figlio di ex rifugiati politici libici anti-Gheddafi, si era fatto esplodere fra la folla che usciva dal concerto di Ariana Grande - fra cui molti giovanissimi - causando 22 morti e circa 120 feriti.

Ma il paragone più evidente è quello con un altro episodio avvenuto a Londra qualche mese fa, nella zona di un secondo ponte cittadino celebre, Westminster Bridge, quando un uomo, Khalid Masood, si lanciò alla guida di un Suv su un gruppo di pedoni, uccidendone 5, per poi scendere dalla vettura e accoltellare a morte un poliziotto all'ingresso dell'adiacente palazzo del parlamento prima d'esser ucciso a sua volta da un agente armato.

Se in quel caso l'attacco si era svolto in pieno giorno, questa volta è avvenuto al calar del buio, in una zona straboccante di passanti e turisti in giro di sabato sera. A London Bridge numerosi testimoni hanno visto il van, un veicolo bianco noleggiato dalla Hertz, piombare ad alta velocità, attorno agli 80 chilometri all'ora, su un marciapiede e falciare una mezza dozzina di persone. Finché dal mezzo sono saltati fuori tre ossessi, tutti uomini e armati con coltelli dalle lunghe lame (30 centimetri, stando ad alcuni racconti), e si sono scagliati a tirare fendenti gridando: "Questo è per Allah".

Il panico è dilagato e l'intervento della polizia, seppure rapido, si è svolto in un clima di enorme concitazione. "Run, hide and tell" (Scappate, nascondetevi e riferite), ha twittato a un certo punto Scotland Yard rivolgendosi a chi si trovava nell'epicentro del caos. Mentre la sensazione riferita dalla Bbc è che l'intelligence fosse stata colta di nuovo di sorpresa.

Il terzetto intanto riusciva a proseguire fino alla zona dei bar e dei ristoranti di Borough Market, dove vi sono stati altri accoltellamenti, l'attacco a un poliziotto e lo scontro a fuoco finale: suggellato dallo scatto d'un giovane fotografo con l'immagine di due dei terroristi distesi sull'asfalto ormai senza vita, uno dei quali con indosso una simil-cintura esplosiva.

Theresa May, immediatamente informata, ha interrotto la sua campagna elettorale in veste di leader del Partito Conservatore (al pari del rivale laburista Jeremy Corbyn) e ha riconvocato a Downing Street il comitato di emergenza Cobra: che dopo Manchester aveva elevato l'allerta terrorismo al livello massimo ('critico'), quello che presuppone nuovi attacchi imminenti, salvo riportarlo poi al livello 'grave'.

May ha definito quanto accaduto stanotte "terribile", Corbyn "brutale e scioccante". Mentre Donald Trump, in una telefonata con la premier, ha condannato l'eccidio e offerto aiuto all'alleato britannico. Ma è anche tornato a evocare il divieto dei laptop sui voli. Nessuna rivendicazione finora, ma sostenitori dell'Isis, in pieno Ramadan, hanno affidato come di consueto la loro esultanza ai social media.

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SDA-ATS