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Tunisia, Francia, ma anche Kuwait e Somalia. La jihad si scatena nel venerdì del Ramadan colpendo tre continenti quasi simultaneamente. L'attentato con il maggior numero di morti, oltre 50, è stato perpetrato in Somalia contro soldati dell'Unione Africana (UA).

I miliziani islamici di al Shabaab, legati ad Al Qaida hanno lanciato un'autobomba contro la base delle truppe della missione di pace dell'UA a Leego, 130 chilometri a sud di Mogadiscio, ingaggiando dopo l'esplosione una lunga battaglia con la sicurezza, per una bilancio finale di almeno una cinquantina di morti.

Non meno grave l'attentato sulla spiaggia di fronte a due hotel di lusso a Susa, nel golfo di Hammamet in Tunisia: 37 morti e 36 feriti, in buona parte stranieri, tre mesi dopo il massacro del museo del Bardo a Tunisi, che fece 21 morti.

Nel sud-est della Francia, vicino Lione, un uomo ha fatto irruzione nell'impianto di gas industriale Air Products a Saint-Quentin-Fallavier, dipartimento dell'Isère, e ha colpito bombole di gas causando l'esplosione e ferendo due persone. Ma nel complesso industriale, sulla recinzione del cortile, è stata trovata infilzata la testa decapitata di un imprenditore, il gestore di una società di trasporti che si trovava lì per una consegna. La vittima sarebbe il datore di lavoro del presunto attentatore.

A Kuwait City un kamikaze si è fatto esplodere in una moschea sciita durante la preghiera del venerdì, uccidendo almeno 27 persone e ferendone circa 200.

In Tunisia l'hotel di lusso preso di mira a Susa è il Riu Imperial Marhaba. Ancora non definitivo il bilancio, come pure è incompleto il conto delle vittime straniere. Di certo si sa che i morti britannici sono cinque, tra i quali una donna irlandese. Ma potrebbero essere di più, perché la struttura è molto frequentata da turisti britannici. Ci sarebbero anche vittime di nazionalità tedesca, belga, ucraina e norvegese, oltre che tunisina.

Il racconto dei testimoni è ovviamente confuso ma altrettanto spaventoso: secondo alcuni i jihadisti sono arrivati via mare, per altri a bordo di una piccola mongolfiera. Un terrorista è stato ucciso dalle forze di sicurezza: è uno studente non conosciuto alla giustizia, proveniente dalla regione di Kairouan, nel centro del Paese, una delle città sante dell'Islam. Era vestito come un comune bagnante, e arrivato in spiaggia con un kalashnikov nascosto nell'ombrellone. Un altro uomo è stato arrestato ad Akouda, località a pochi chilometri da Susa. Ma secondo alcune fonti del governo tunisino il terrorista ucciso avrebbe agito da solo. Molti bagnanti si sono barricati nelle stanze.

Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi ha ammesso che "la Tunisia non può rispondere agli attentati da sola" ma "serve una strategia globale".

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SDA-ATS