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Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) esamina le domande di asilo sotto il profilo del rischio di terrorismo. Questa regolamentazione, introdotta dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, mira a impedire ai jihadisti di entrare in Svizzera in qualità di richiedenti asilo.

Concretamente, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM, ex Ufficio federale della migrazione), trasmette al SIC tutti i dossier relativi a persone provenienti da determinati Paesi, ha indicato all'ats Martin Reichlin, portavoce del SEM, confermando una notizia pubblicata dalla "NZZ am Sonntag".

Il SIC verifica in seguito se abbiano legami con il terrorismo. Questi controlli sono effettuati anche se non ci sono sospetti concreti, ha aggiunto Reichlin. La lista dei Paesi interessati dal provvedimento è confidenziale, ma il portavoce ha precisato che le persone incaricate degli interrogatori sono istruite a prestare particolare attenzione ai richiedenti provenienti per esempio dalla Siria.

Il SEM avverte il SIC anche quando emergono dubbi nel corso della procedura di asilo. Se ci sono sospetti, viene avvisato il Ministero pubblico della Confederazione. Reichlin non ha potuto fornire dati sul numero di dossier in corso poiché non esistono statistiche in merito.

Uno dei tre iracheni membri della presunta cellula del sedicente Stato islamico in Svizzera, arrestati a fine marzo, è arrivato come richiedente asilo. Secondo Jacques Repond, responsabile della task force federale istituita l'autunno scorso per lottare contro il terrorismo di matrice islamica, casi di questo tipo sono tuttavia isolati. "Non credo che terroristi si siano introdotti in modo sistematico in Svizzera come richiedenti asilo", ha sottolineato sulle colonne della "NZZ am Sonntag".

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SDA-ATS