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TF: assassinò la vicina a Onex (GE), verdetto confermato

Il Tribunale federale conferma la pena di reclusione di 20 anni accompagnata da una misura di internamento a un portoghese di 54 anni che nel 2015 aveva assassinato la sua vicina di casa a Onex (GE) (foto d'arhivio) KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 giugno 2020 - 10:19
(Keystone-ATS)

Il Tribunale federale (TF) respinge il ricorso di un portoghese di 54 anni condannato l'anno scorso dalla giustizia ginevrina per l'assassinio della sua vicina di casa nel febbraio 2015 a Onex (GE).

La pena di reclusione di 20 anni accompagnata da una misura di internamento è quindi definitiva.

L'uomo era stato riconosciuto colpevole di assassinio, sequestro di persona e rapimento, perturbamento della pace dei morti, truffa e furto. Ricorrendo a un agente infiltrato durante la detenzione preventiva del sospettato, gli investigatori avevano stabilito che l'uomo aveva ucciso la sua vicina di 74 anni per sottrarle i suoi beni.

Ritenendo che le sue dichiarazioni all'agente sotto copertura fossero inutilizzabili, il ricorrente chiedeva che la sua condanna per assassinio fosse annullata e che fosse considerato solo l'omicidio. Chiedeva anche la revoca dell'internamento. Il Tribunale federale ha respinto ora queste richieste.

I giudici losannesi hanno ritenuto che anche senza agente infiltrato, gli elementi raccolti dagli investigatori siano sufficienti per stabilire una condanna per assassinio. Le dichiarazioni raccolte dal falso detenuto e la scoperta del corpo hanno permesso unicamente di determinare che la vittima fosse stata strangolata e non soffocata, tutte le altre modalità di agire erano già state escluse dalla polizia scientifica.

Come la giustizia ginevrina, la corte di diritto penale sottolinea il carattere odioso del crimine il cui unico motivo era quello di rubare la fortuna di una persona anziana. Il portoghese si era guadagnato la fiducia della sua vicina fino a quando per quest'ultima era diventato un amico. Poi l'aveva attirata a casa sua, ammanettata e rinchiusa in uno stanzino, prima di ucciderla.

L'uomo aveva poi trasportato il corpo della donna in Francia e lo aveva bruciato. Infine aveva fatto credere ai vicini che la 74enne fosse partita per un lungo periodo.

Per il Tribunale federale, l'internamento è giustificato a causa del grave disturbo della personalità di cui soffre l'uomo. Il rischio di recidiva per azioni contro la vita o l'integrità fisica è stato considerato molto elevato dagli esperti che non hanno considerato misure terapeutiche per ridurlo.

(sentenza 6B_247/2020 del 26 maggio 2020)

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