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TF: canzone rap anti-Rickli; giustizia bernese riesamini condanna

Il gruppo "Chaostruppe" aveva proferito insulti nei confronti dell'ex consigliera Natalie Rickli (UDC/ZH) KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2019 - 12:53
(Keystone-ATS)

Il Tribunale cantonale bernese deve riesaminare la condanna di cinque rapper del gruppo bernese "Chaostruppe", che in una canzone avevano proferito insulti a carattere sessuale nei confronti dell'ex consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH).

Si tratta di determinare se i cinque si siano resi colpevoli non soltanto di ingiuria e diffamazione, ma anche di calunnia.

In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale (TF) ha parzialmente ammesso un ricorso della procura generale del canton Berna.

Il gruppo aveva pubblicato nel 2014 su internet un videoclip con una canzone intitolata "Natalie Rikkli", nella quale si rivolgeva con pesanti insulti a carattere sessuale ed esortazioni sconce all'allora consigliera nazionale Rickli, oggi consigliera di Stato zurighese. I cinque rapper accusavano la politica dell'UDC di dovere la sua carriera a favori di natura sessuale.

Nel dicembre 2018, il Tribunale cantonale di Berna ha condannato il collettivo "Chaostruppe", cinque giovani bernesi tra cui una donna, a pene pecuniarie di 65-80 aliquote giornaliere di alcune centinaia di franchi con la condizionale, ma soltanto per i reati di ingiuria e di diffamazione. Aveva invece scartato le accuse di calunnia e molestie sessuali.

Calunnia o diffamazione

Sollecitato ad esprimersi da un ricorso interposto dalla procura generale del canton Berna, il TF ha sconfessato parzialmente i giudici bernesi. Il Tribunale cantonale dovrà ora riesaminare la sentenza e determinare se, invece del reato di diffamazione, vi siano gli estremi per pronunciare una pena per quello di calunnia.

Colui che accusa una persona o getta su di lei il sospetto di avere un comportamento contrario all'onore o compromette la sua reputazione, può rendersi colpevole del reato di diffamazione. Inoltre, se sa che quanto è stato detto è falso, risulta colpevole di calunnia. Per il Tribunale federale, questi due aspetti devono essere riesaminati e chiariti.

Nessuna molestia

Il TF ha invece confermato l'assoluzione dei cinque giovani rapper dall'accusa di molestie sessuali. Questo reato presuppone tra le altre cose una percezione diretta delle espressioni da parte della vittima. Una presenza fisica simultanea dell'autore e della vittima non è tuttavia necessaria.

Il videoclip del collettivo "Chaostruppe" contiene "senza dubbio pesanti insulti a carattere sessuale", riconosce il TF. Diffondendo la canzone su internet, gli interpreti non si sono tuttavia direttamente rivolti a Natalie Rickli, ma a un pubblico critico nei suoi confronti. Gli imputati non hanno preso l'iniziativa di far pervenire la canzone, rispettivamente il video, alla politica zurighese.

Inoltre, Natalie Rickli ha appreso del videoclip soltanto un anno e mezzo dopo la sua pubblicazione. Così, in mancanza di criteri necessari di percezione diretta della vittima, una condanna per molestie sessuali non è possibile, spiegano i giudici losannesi.

(Sentenza 6B_69/2019 del 4.11.2019)

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