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TF: intenzione di reato non è punibile

La sola intenzione di commettere un reato non è punibile, dice il Tribunale federale (foto d'archivio). KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 marzo 2020 - 12:39
(Keystone-ATS)

Un padre di famiglia dell'Alto Vallese condannato per il tentato omicidio della moglie e dei figli dovrà essere riprocessato. Il Tribunale federale ha parzialmente accolto il suo ricorso, stabilendo che l'intenzione di commettere un delitto non può essere punita.

L'uomo è stato condannato nel giugno 2019 a 24 mesi di detenzione e a una pena pecuniaria di 90 aliquote senza sospensione condizionale. Il Tribunale cantonale vallesano lo ha giudicato colpevole di ripetuti tentativi di omicidio intenzionale, nonché di violenze e minacce contro i funzionari pubblici. La sentenza è stata sospesa a favore di un trattamento ambulatoriale.

Nel corso di una violenta disputa coniugale, l'uomo aveva minacciato di morte la moglie e i figli di due e quattro anni dopo aver bevuto alcol e assunto droghe. Mentre la moglie aveva cercato rifugio con i bambini in camera da letto, era andato a prendere un fucile e sette cartucce. All'arrivo della polizia, l'uomo era seduto su un divano ed impugnava l'arma, nella quale aveva inserito la culatta. Le cartucce erano invece ancora sul divano.

Nella sua sentenza, il tribunale vallesano ha ritenuto che, preparando la sua arma, l'uomo aveva iniziato ad eseguire il suo piano criminale, ma vi ha rinunciato dopo aver inserito la culatta.

Per il Tribunale federale, questi elementi non giustificano la condanna per i ripetuti tentativi di omicidio. L'arma non era ancora pronta a sparare e per commettere gli omicidi, l'uomo avrebbe anche dovuto infrangere due porte che la moglie aveva chiuso a chiave dietro di lei.

Nella sua sentenza, la massima istanza giudiziaria ricorda che la sola intenzione di commettere un reato non è punibile. I giudici di Mon Repos hanno per contro confermato la legittimità della condanna per violenze e minacce contro funzionari. La giustizia vallesana dovrà rifare il processo.

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