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Carta clienti di Sympany

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha avuto ragione a vietare alla cassa malattia Sympany la restituzione agli assicurati delle eccedenze dei premi dell'esercizio 2013.

Non esisteva all'epoca nessuna base legale per agire in tal senso, indica il Tribunale federale (TF) in una sentenza.

Nell'aprile del 2014 la dirigenza di Sympany aveva reso noto che avrebbe restituito gli esuberi in tre regioni: circoscrizioni di Berna e Bienne (BE), città di Zurigo e canton Soletta. L'UFSP era allora intervenuto per bloccare la cassa malattia sostenendo che la pratica era contraria alla Legge sull'assicurazione malattia (LAMal).

Sympany aveva ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF), senza successo. Ora anche il TF dà ragione all'UFSP: secondo i giudici la LAMal non contemplava una misura di questo tipo. Le tariffe potevano essere applicate solo dopo approvazione da parte dell'UFSP e una restituzione delle eccedenze corrispondeva, secondo il giudici, a una riduzione dei premi.

Le cose sono cambiate con l'entrata in vigore, il primo gennaio del 2016, della nuova Legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal). In qualità di autorità di sorveglianza, l'UFSP può ora fra le altre cose obbligare gli assicuratori ad adeguare i premi qualora siano troppo elevati rispetto ai costi. Le casse, se vogliono, possono inoltre restituire ai clienti eventuali eccedenze.

(Sentenza 9C_582/2016 del 16 gennaio 2017)

SDA-ATS

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