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Uno svizzero, oggi sessantenne, riconosciuto colpevole di aver ucciso il portinaio di uno stabile commerciale il 25 marzo 2011 a Rapperswil-Jona (SG) potrebbe essere internato.

Il Tribunale federale (TF) ha accolto un ricorso in tal senso del Ministero pubblico cantonale ed esige una nuova perizia sull'uomo.

Condannato a 18 anni di prigione, l'imputato ha sempre negato i fatti. L'uomo aveva affittato un locale in un immobile e non aveva pagato l'affitto per alcuni mesi. Il portinaio, che aveva perlustrato la stanza su richiesta del proprietario, era stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla testa, sparato da un fucile da caccia.

Sulla base degli indizi a carico, a giusto titolo il Tribunale cantonale ha riconosciuto l'imputato colpevole di aver assassinato la vittima, indica il TF, confermando quindi la condanna. Quest'ultimo ritiene però che occorra rivalutare, sulla base di una nuova perizia psichiatrica, se ordinare un eventuale internamento o un'altra misura.

La perizia iniziale, comprendente errori di forma e contenuto, non costituisce una base sufficiente per rinunciare a ordinare una misura o un internamento, giudica il TF. In particolar modo questa perizia non si pronuncia chiaramente a proposito del rischio di recidiva dell'autore del delitto.

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SDA-ATS