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TF boccia ricorso Caster Semenya contro Associazione atletica

Caster Semenya (in un'immagine del 2018) è stata sconfessata anche dal Tribunale federale. KEYSTONE/WALTER BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 settembre 2020 - 21:21
(Keystone-ATS)

Il ricorso della sudafricana Caster Semenya contro il regolamento dell'associazione internazionale di atletica relativo ai livelli di testosterone nelle atlete è stato bocciato dal Tribunale federale (TF), che conferma la decisione del Tribunale arbitrale dello sport.

Nell'aprile 2018, l'Associazione internazionale delle federazioni di atletica (IAAF, dal 2019 denominata World Athletics) ha emanato il Regolamento DSD, che stabilisce le norme di qualificazione nella categoria femminile per gli atleti con differenze di sviluppo sessuale. L'obiettivo era quello di stabilire le condizioni per la partecipazione a gare di mezzofondo di donne con livelli di testosterone corrispondenti a quelli degli uomini a causa della mutazione genetica 46 XY DSD.

Medaglia d'oro negli 800 metri alle Olimpiadi di Londra del 2012 e di Rio nel 2016, tre volte campione del mondo in questa specialità, Semenya, ma anche la Federazione sudafricana di atletica (ASA), hanno presentato ricorso contro questo regolamento. Entrambe le richieste sono state respinte nel 2019 dal Tribunale arbitrale dello sport (TAS), che ha sede a Losanna.

Quest'ultima corte ha riconosciuto che il Regolamento DSD si applica solo ad alcuni atleti. Tuttavia, ha ritenuto che questa differenziazione fosse necessaria, ragionevole e proporzionata per garantire l'integrità dell'atletica leggera femminile e per assicurare l'equità sportiva.

In una sentenza pubblicata oggi il TF, a cui si sono rivolti sia l'atleta che la sua federazione, indica che il TAS ha esaminato il caso in modo approfondito e che ha consultato un gran numero di esperti. Ricordando che il suo esame delle decisioni del tribunale sportivo è limitato dalla legge, la prima Corte di diritto civile del TF ritiene che la sentenza impugnata sia conforme ai principi essenziali e ampiamente riconosciuti dell'ordinamento giuridico.

La sportiva iperandrogina, in conflitto con World Athletics dal 2009, ha subito annunciato di prendere in considerazione tutti i mezzi giuridici internazionali e nazionali.

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