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BANGKOK - Le "camicie rosse" thailandesi hanno "conquistato" il complesso della società televisiva Thaicom, dal cui satellite trasmetteva la loro emittente di riferimento oscurata ieri, provando che il fenomeno dei "soldati cocomero" - di simpatie rosse sotto l'uniforme verde - è radicato tra le forze armate.
Dopo un assedio durato meno di un'ora, al quale secondo le autorità hanno partecipato circa 12'000 sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra, i manifestanti si sono riversati all'interno del cortile, abbattendo le barriere di filo spinato: la polizia hanno risposto con i cannoni d'acqua e i gas lacrimogeni, ma la resistenza è durata pochi minuti.
Successivamente, centinaia di membri delle forze di sicurezza sono stati visti fraternizzare con i "rossi", mentre altri disertavano allontanandosi a piedi nei campi all'esterno del complesso, alla periferia nord di Bangkok.
Alcuni siti thailandesi hanno pubblicato foto di Jatuporn Prompan, uno dei leader dei manifestanti, a colloquio con alcuni ufficiali di polizia all'interno dell'edificio.
La situazione resta di estrema incertezza, nell'impossibilità di capire da che parte stiano le forze armate. In precedenza, oggi il governo di Abhisit Vejjajiva aveva dispiegato altri 33'000 uomini in uniforme, portando a oltre 80'000 il contingente delle forze di sicurezza sul campo.
Altri 17 mandati di arresto contro altrettanti leader dei manifestanti - dopo i sette di ieri - sono stati emessi in mattinata. Veera Musikapong, uno dei capi del "triumvirato" colpito anch'egli dal provvedimento, ha minacciato conseguenze se le autorità proveranno ad arrestarlo.
Migliaia di manifestanti continuano intanto a presidiare la Ratchaprasong Intersection, l'incrocio nella zona dello shopping occupato da sabato scorso. Le guardie di sicurezza dei "rossi" stanno erigendo barricate nei punti d'ingresso dell'area, per difendersi da un eventuale attacco.

SDA-ATS