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BANGKOK - Una Bangkok sotto shock cerca di fare i conti dei danni dopo gli atti vandalici su larga scala di ieri, scatenatisi dopo che parte delle "camicie rosse" non avevano accettato la resa ordinata dai leader in seguito al blitz dell'esercito contro l'accampamento della protesta.
L'ex cittadella rossa e altre strade rimangono off-limits, mentre un'altra banca è stata appena incendiata presso un incrocio dove già nei giorni scorsi si erano verificati aspri scontri.
I 34 roghi di ieri hanno distrutto l'enorme centro commerciale Central World e altri due minori, uno storico cinema in Siam Square, mentre l'edificio della Borsa ha riportato danni contenuti. Dopo una notte senza violenze, le autorità hanno però deciso di estendere comunque il coprifuoco a Bangkok e in altre 23 province per altre tre notti, e il servizio di metropolitana nella capitale sopraelevata è già stato sospeso anche per domani.
Il bilancio delle vittime di ieri è salito a 14 morti - tra cui l'italiano Fabio Polenghi - e 91 feriti, dopo che altri sei cadaveri sono stati scoperti nel tempio Wat Pathumwanaram, nel quale per tutta la notte erano rimaste intrappolate un migliaio di persone, tra cui diversi feriti - tra di essi un giornalista britannico - per una sparatoria sviluppatasi tra alcuni irriducibili e i militari all'esterno.
Sebbene la situazione stia lentamente tornando alla calma, gruppi sparsi di manifestanti rimangono però sul campo: specie a Din Daeng, un'intersezione che presenta un paesaggio ormai apocalittico dopo i roghi e gli scontri degli ultimi giorni. Una filiale della Siam City Bank è tuttora in fiamme, per un incendio dalle cause non ancora chiarite.

SDA-ATS