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BANGKOK - Le "camicie rosse" thailandesi, i sostenitori dell'ex premier in esilio Thaksin Shinawatra che da otto giorni manifestano a Bangkok chiedendo le dimissioni del premier Abhisit Vaejjajiva, hanno respinto l'apertura al dialogo arrivata ieri dal primo ministro.
Vejjajiva aveva delegato il ministro dell'Educazione Chinnaworn Boonyakiat a trattare con gli oppositori, ma si era rifiutato di sciogliere il parlamento, come chiedono questi.
Le camicie rosse non hanno accettato il dialogo a queste condizioni e hanno promesso altre due settimane di manifestazioni. "Parleremo soltanto con il primo ministro" ha detto uno dei leader della protesta, Jatuporn Prompan.
Le camicie rosse (espressione dei ceti popolari delle province) chiedono lo scioglimento del parlamento e nuove elezioni. Il loro leader, Thaksin Shinawatra, ricchissimo magnate televisivo, era stato deposto nel 2006 da un colpo di stato militare, appoggiato dalle elite e dai ceti urbani. All'epoca il premier si trovava all'estero e da allora è rimasto in esilio a Dubai. In seguito è stato condannato in contumacia a due anni per corruzione.

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SDA-ATS