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Thailandia: diplomatici israeliani obiettivo bombe Bangkok

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2012 - 07:32
(Keystone-ATS)

Erano diplomatici israeliani l'obiettivo delle esplosioni di ieri a Bangkok, messe a segno da tre iraniani, uno dei quali è rimasto ferito nell'attentato. Lo riferisce un alto responsabile dell'informazione thailandese.

Il piano degli attentatori - secondo il funzionario thailandese - era di applicare una bomba ad un'automobile con targa diplomatica. Una persona con passaporto iraniano è rimasta ferita nelle esplosioni, che Israele ha immediatamente ricondotto agli attentati in India e in Georgia, accusando Teheran.

L'uomo è stato ferito alle gambe da un ordigno esplosivo che aveva lanciato sulla polizia, dopo altre due precedenti esplosioni. Un cittadino iraniano è stato arrestato più tardi all'aeroporto internazionale di Bangkok, mentre un terzo sarebbe fuggito in Malesia, secondo la polizia.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha negato che vi sia alcun legame con l'esplosione di Bangkok e ha accusato "elementi legati al regime sionista" di esserne responsabili. Lo afferma la tv di Stato iraniana.

Mehmanparast - riporta il sito dell'emittente - "ha rigettato le accuse del regime sionista quando ad un coinvolgimento (dell'Iran) nell'esplosione di Bangkok e ha accusato questo di voler sabotare le relazioni storiche di amicizia tra l'Iran e la Thailandia".

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