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BANGKOK - In una situazione estremamente fluida, con scaramucce tra soldati e manifestanti scoppiate in almeno quattro punti nel corso della giornata causando almeno 4 morti e decine di feriti, tra cui tre giornalisti, le forze armate thailandesi nel pomeriggio hanno circondato tutte le principali barricate che proteggono l'accampamento delle "camicie rosse" a Bangkok.
I militari hanno chiuso al traffico, con il filo spinato, le strade che portano alla "città nella città" difesa da migliaia di dimostranti. Per ora non si vedono veicoli militari in giro, e la presenza dei soldati non supera le duecento unità presso ciascuna di queste postazioni, ma le strade ormai sgombre consentirebbero un dispiegamento di blindati in tempi brevi.
Pur assicurando di non voler procedere a uno sgombero forzato, l'impressione è che la tattica dei militari sia quella di disperdere le difese dei "rossi" costringendoli a presidiare tutti i punti di ingresso dove sono state erette barriere di bastoni appuntiti e pneumatici.
Le camicie rosse - che vogliono il ritorno dell'ex premier Thaksin Shinawatra - nel corso della notte, si erano asserragliate nei pressi del Suan Lum, il mercato notturno della capitale a poche centinaia di metri dal presidio principale, nel quartiere di Silom, per impedire l'avanzata dell'esercito. Tutta l'area era stata nuovamente isolata e privata dell'elettricità nel corso della notte.
Intanto, l'ex premier Thaksin Shinawatra è tornato a farsi sentire dall'esilio, avanzando un pacchetto di quattro proposte al governo per porre fine all'emergenza: 1) Fermare la repressione; 2) revocare lo stato di emergenza; 3) aprire negoziati con i dimostranti per trovare una soluzione pacifica; 4) tentare la riconciliazione con tutti i partiti coinvolti.

SDA-ATS