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ROMA - E' di almeno un morto e 12 feriti il bilancio dei nuovi scontri esplosi oggi a Bangkok tra dimostranti anti-governativi e le truppe dell'esercito thailandese. Ieri era rimasta uccisa una persona, 11 i feriti tra cui l'ex generale Khattiya Sawasdipol, uno dei leader della protesta, colpito al capo.
Le camicie rosse - che vogliono il ritorno dell'ex premier Thaksin Shinawatra - nel corso della notte, si erano asserragliate nei pressi del Suan Lum, il mercato notturno della capitale a poche centinaia di metri dal presidio principale, nel quartiere di Silom, per impedire l'avanzata dell'esercito. Tutta l'area era stata nuovamente isolata e privata dell'elettricità nel corso della notte.
A metà mattinata, dopo le "intimidazioni" dei rossi, che avevano catturato e distrutto due automezzi dell'esercito e uno della polizia poi incendiato, i militari hanno dato ordine di avanzare, sparando lacrimogeni e proiettili di gomma.
I testimoni sul posto hanno però riferito di proiettili veri esplosi dai soldati: tre giornalisti, tra cui un reporter di France 24, che si trovavano nei pressi della barricata eretta dai dimostranti, sono rimasti feriti.
Intanto, l'ex premier Thaksin Shinawatra è tornato a farsi sentire dall'esilio, avanzando un pacchetto di quattro proposte al governo per porre fine all'emergenza: 1) Fermare la repressione; 2) revocare lo stato di emergenza; 3) aprire negoziati con i dimostranti per trovare una soluzione pacifica; 4) tentare la riconciliazione con tutti i partiti coinvolti.

SDA-ATS