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Thomas Cook: manager sotto inchiesta, Johnson contro i bonus

Un grounding che ha lasciato a terra centinaia di migliaia di persone. KEYSTONE/AP/VICTOR RUIZ sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2019 - 08:37
(Keystone-ATS)

Management sotto tiro per la bancarotta di Thomas Cook, lo storico tour operator britannico messo in liquidazione a partire da ieri per insolvenza, il cui blocco repentino delle attività ha provocato caos e disagi a centinaia di migliaia di clienti.

Il governo conservatore di Londra, mentre continua il rimpatrio dei turisti, ha infatti annunciato un'inchiesta in piena regola sui vertici aziendali, dopo che il premier, Boris Johnson, ne aveva messo in discussione i bonus milionari incassati negli anni.

L'inchiesta è stata affidata dalla ministra per le Attività Produttive, Andrea Leadsom, all'official receiver, l'ufficiale giudiziario incaricato dell'iter fallimentare, per verificare se l'operato dei responsabili abbia "causato nocumento ai creditori o ai fondi pensione" dei 22.000 dipendenti ora a rischio. La stampa intanto denuncia i circa 50 milioni ricevuti fra salari e bonus dagli executive di Thomas Cook negli ultimi 10 anni, in barba alla crisi e ai debiti crescenti della società.

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