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Tibet: governo in esilio, tempi lunghi per ritiro Dalai Lama

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 novembre 2010 - 11:57
(Keystone-ATS)

NEW DELHI - Il ritiro del Dalai Lama dalla vita pubblica sarà molto più lungo di quanto previsto dalla stesso leader spirituale dei tibetani in una recente intervista televisiva in cui ipotizzava di andare in "pensione" tra sei mesi.
Secondo l'agenzia di stampa Ians, che cita fonti del governo tibetano in esilio di Dharamsala, in India,"ci vorrà almeno un anno" e dipenderà dalle decisioni del parlamento che "non si riunirà prima del marzo 2011".
Le dichiarazioni del Dalai Lama al canale televisivo privato indiano CNN-IBN su un suo "pensionamento" anticipato, "hanno destato molta preoccupazione tra i tibetani", secondo la fonte.
Nonostante il capo religioso aveva più volte espresso il desiderio di ritirarsi alla vita monastica, la sua successione rappresenta ancora un'incognita. Si teme che la sua scomparsa possa lasciare un vuoto di potere e compromettere quindi la lotta per la causa tibetana.
I prossimi mesi sono cruciali. Il 20 marzo si terranno le elezioni da cui emergerà un nuovo governo. L'attuale primo ministro, Samdhong Rinpoche, che il Dalai Lama spesso definisce scherzosamente come il suo "superiore", non può più presentarsi perch éla Costituzione tibetana impedisce un terzo mandato. Secondo Ians, il principale candidato scelto nelle "primarie" ottobre, è Lobsang Sangey, laureato in legge alla prestigiosa università di Harvard.

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