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PECHINO - Centinaia di giovani tibetani hanno dato vita a manifestazioni anti-cinesi e a sostegno del Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio in India, in almeno due località della Cina a popolazione tibetana. Lo hanno affermato testimoni confermando quanto era stato sostenuto da alcuni siti web di esuli tibetani.
Studenti liceali, secondo queste notizie, hanno protestato per le strade di Hezuo, nella provincia del Gansu, per ricordare l'insurrezione anti-cinese del 1959, che si concluse con la fuga in India dell'allora giovanissimo Dalai Lama.
Almeno 20 ragazzi sarebbero stati arrestati dagli uomini della Polizia Armata del Popolo che da quasi due anni stazionano in permanenza nelle aree tibetane dove si sono verificate proteste nella primavera del 2008.
Circa 500 persone hanno partecipato ad una seconda protesta, organizzata per chiedere la liberazione dei giovani imprigionati. Un'analoga protesta sarebbe avvenuta, aggiungono i testimoni, il 14 marzo a Machu, sempre nel Gansu.
Il governo della provincia ha smentito che le manifestazioni abbiano avuto luogo. Nelle proteste del 2008 hanno perso la vita circa 200 persone, secondo gli esuli tibetani. Pechino sostiene invece che le vittime sono state non più di una ventina, in maggioranza immigrati cinesi uccisi a Lhasa dai tibetani in rivolta.

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SDA-ATS