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Il presidente di Toshiba, Satoshi Tsunakawa.

Keystone/EPA/FRANCK ROBICHON

(sda-ats)

Il governo giapponese sta valutando l'opzione di rendere disponibili fondi pubblici per evitare che la divisione della Toshiba che produce dispositivi di memorie di massa sia rilevata da società straniere.

Lo anticipa il Nikkei, spiegando che l'intervento potrebbe concretizzarsi tramite la creazione di un fondo da parte della Banca giapponese dello Sviluppo per investire in Toshiba Memory.

L'azienda con sede a Tokyo punta a vendere una quota di almeno il 50% della divisione e la prima fase di offerte dovrebbe concludersi entro il 29 marzo. Tra i potenziali acquirenti c'è la statunitense Western Digital e aziende concorrenti in Cina, Corea del Sud e Taiwan.

Lo stesso presidente di Toshiba, Satoshi Tsunakawa - che si trova a fronteggiare una perdita di svariati miliardi delle attività nucleari della controllata americana Westinghouse - ha detto che la scelta di un partner affidabile è essenziale perché il settore della tecnologia e dei semiconduttori è considerato strategico per la sicurezza nazionale.

Anche il ministero dell'Economia e dell'Industria giapponese si è espresso a riguardo, indicando che un'eventuale cessione ad una società cinese o taiwanese potrebbe essere complessa sotto quell'aspetto.

Il Nikkei spiega che il mantenimento del 34% dei diritti di voto nelle divisione di Toshiba garantirebbe comunque un potere di veto sulle decisioni del consiglio d'amministrazione, oltre a un controllo fondamentale su potenziali fughe di competenze tecnologiche.

La divisione di memorie di massa dovrebbe raggiungere una valutazione tra 1500 e 2000 miliardi di yen (tra 13 e 18 miliardi di franchi).

SDA-ATS

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