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TPF: 50 mesi di carcere a uno dei due presunti islamisti

Il principale imputato del processo (a destra) dovrà scontare 50 mesi di carcere. KEYSTONE/Linda Graedel sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2020 - 11:26
(Keystone-ATS)

Il cosiddetto "emiro di Winterthur", un 34enne accusato di avere partecipato ad azioni belliche dell'Isis in Siria, dovrà scontare quattro anni e due mesi di detenzione: lo ha deciso oggi il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.

La corte ha giudicato il 34enne colpevole di coinvolgimento in un'organizzazione criminale e di rappresentazione di immagini violente.

All'altro imputato, un 37enne accusato tra l'altro di avere avuto una relazione con una minorenne, è stata invece inflitta una pena pecuniaria sospesa condizionalmente. È stato assolto dalle accuse di atti sessuali con fanciulli, rappresentazione di immagini violente e pornografia. È stato condannato solo per aver partecipato a un'organizzazione criminale.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva in agosto chiesto tre anni e sei mesi di detenzione per l'"emiro di Winterthur" e 34 mesi per il 37enne. La difesa aveva invece chiesto la piena assoluzione dei due presunti islamisti.

Addestrato guardie armate

L'imputato principale - che nel corso del processo si è detto pentito parlando del "più grosso errore della mia vita" - ha soggiornato in Siria nel novembre e dicembre del 2013, periodo durante il quale avrebbe addestrato guardie armate e partecipato ad azioni belliche di un gruppo legato al sedicente Stato islamico (Isis).

Al suo rientro in Svizzera, l'imputato ha fondato, assieme al campione del mondo di boxe thailandese Valdet Gashi, la scuola di arti marziali "MMA Sunna" a Winterthur (ZH). Ha inoltre diretto l'organizzazione "Lies" (Leggi!), che si è fatta conoscere nella Svizzera tedesca per la distribuzione gratuita del Corano in luoghi pubblici.

Reclutatore di giovani

Secondo la procura, queste attività servivano in effetti a reclutare giovani da mandare a combattere in Siria. Quando si trovava nel paese mediorientale, l'uomo scrisse alla moglie che entrambi avrebbero avuto un futuro nel Paese levantino. La donna ne parlava con orgoglio alle sue amiche, affermando che il marito era stato formato in un campo di addestramento e che la situazione era molto difficile a causa dei bombardamenti.

Il suo impegno in Siria è servito a rafforzare la sua reputazione e la sua posizione in Svizzera e quindi ad acquisire maggiore influenza. Le foto che lo ritraggono con l'equipaggiamento da combattimento dimostrano che in Siria ha ricevuto un addestramento militare ed ha anche partecipato a missioni di combattimento.

Contatti con Islam salafista

La procura ha sottolineato che tutte le persone che si sono recate in Siria da Winterthur hanno fatto parte dell'azione "Lies!" o della scuola "MMA Sunna". Tra i giovani reclutati dal 34enne figurava pure Valdet Gashi, che sarebbe poi morto in un combattimento nel luglio del 2015. L'uomo avrebbe anche esercitato una forte influenza su una minorenne e suo fratello che da Winterthur si sono recati in Siria.

Per il Ministero pubblico della Confederazione, l'islamista ha avuto contatti con influenti rappresentanti dell'islam salafista in vari Paesi. Viene citato in particolare Hussein Bosnic, condannato nel 2015 a sette anni di prigione per crimini terroristici, nonché altre relazioni con esponenti salafisti a Norimberga (D) e in Austria.

L'altro imputato è un 37enne di Winterthur, con la doppia cittadinanza svizzera e macedone che ha intrattenuto una relazione intima con la 15enne che alla fine del 2014 si era recata in Siria assieme al fratello. Nell'ottobre del 2014 aveva sposato la ragazza con rito islamico.

Anche lui avrebbe voluto recarsi in Siria, ma mentre si trovava in Macedonia del nord venne arrestato e rispedito in Svizzera. Il MPC ha trovato sul suo cellulare rappresentazioni violente, come pure immagini di zoofilia e di violenze sessuali su fanciulle.

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