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Il Tribunale penale federale (TPF) ha confermato le pene severe - oltre tre anni di carcere, più le spese processuali - pronunciate contro tre membri di un gruppo anarchico - due italiani e un ticinese - per aver pianificato un attentato contro il centro di ricerca sulle nanotecnologie di IBM a Rüschlikon (ZH), nell'aprile 2010.

Una precedente sentenza dei giudici di Bellinzona era stata annullata nel novembre 2012. Il Tribunale federale (TF) aveva chiesto che alcuni documenti aggiuntivi fossero acclusi al dossier.

La difesa sosteneva la tesi di un complotto. Un argomento ora scartato dal TPF, che ha condannato i tre anarchici, una coppia di italiani sulla trentina - "Costa" e Silvia - e un ticinese di 27 anni - "Billy" - residente in Italia.

Il trio è stato riconosciuto colpevole di atti preparatori di incendio intenzionale e di traffico illegale di materiale esplosivo. I tre intendevano far saltare in aria il centro di ricerca di IBM, all'epoca in fase di costruzione.

Il 15 aprile 2010 il trio venne fermato durante un controllo stradale nelle vicinanze del passo dell'Albis (ZH). Nell'automobile furono trovati 476 grammi di esplosivo e altri oggetti utilizzabili per un attentato, ma anche 31 lettere manoscritte di rivendicazione in tedesco, nelle quali il gruppo "ELF SWITZERLAND EARTH LIBERATION FRONT" - branca elvetica di un gruppo comunemente indicato come movimento ecoterrorista - rivendicava un attentato con esplosivo contro il centro IBM di Rüschlikon.

Durante l'inchiesta fu appurato che i tre erano entrati in Svizzera separatamente la vigilia e il giorno dell'arresto, nei pressi di Brissago, poi con un'auto a noleggio si erano recati dal Ticino verso la regione di Zurigo.

Secondo la difesa, i tre non sono stati fermati casualmente durante il controllo stradale, ma in un'operazione combinata tra la polizia elvetica e quella italiana. Uno dei difensori ha anche denunciato violazioni della Convenzione dei diritti dell'uomo, affermando che gli accusati si sono trovati in isolamento totale dal momento dell'arresto.

Nella sua nuova sentenza, il TPF ritiene che non v'è alcun indizio che consenta di accreditare la tesi secondo cui l'inchiesta condotta contro i tre anarchici si fonda su basi illegali.

Al Ticinese è stata quindi inflitta una pena di tre anni e mezzo di prigione. Considerato come l'organizzatore principale del tentativo di attentato, il suo "collega" italiano è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione, mentre la sua compagna a una pena di tre anni e quattro mesi.

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SDA-ATS