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TPF: processo membro Hells Angels, chiesti 22 mesi con condizionale

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2011 - 20:36
(Keystone-ATS)

La procura federale ha chiesto 22 mesi di prigione, sospesi con la condizionale, per il 53enne zurighese membro degli Hells Angels da oggi sotto processo al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona.

L'uomo è accusato violazione della legge federale sugli stupefacenti per aver coltivato e venduto marijuana per un valore di 100'000 franchi. Considerati i lunghi tempi del procedimento la difesa ha chiesto il proscioglimento: in subordine, visto il ruolo ritenuto solo secondario svolto dall'imputato nel traffico di droga, una pena pecuniaria compresa fra le 90 e 180 aliquote giornaliere.

Il Ministero pubblico della Confederazione aveva avviato nel 2003 una vasta inchiesta contro numerosi Hells Angels, non riuscendo però a trovare prove che confermassero l'ipotesi di reato di partecipazione a un'organizzazione criminale. In dicembre questa accusa era quindi stata lasciata cadere. Sulla base del materiale investigativo raccolto cinque persone erano state rinviate a giudizio per altri reati: quello odierno è il primo processo di questo filone.

In aula la difesa si è basata sullo stesso materiale portato dall'accusa - le intercettazioni telefoniche - per sostenere il ruolo a suo dire secondario che l'imputato avrebbe svolto nel traffico di droga: l'intervento dell'uomo era stato richiesto dal fratello, nel frattempo deceduto, solo per risolvere i problemi tecnici della coltivazione. Anche l'unico testimone ascoltato oggi - l'ex "giardiniere" della piantagione indoor, che ha già trascorso 14 mesi in prigione - ha sottolineato come l'imputato non avesse alcun influsso nell'organizzazione della coltivazione e nella vendita del prodotto.

La sentenza è attesa per domani.

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