Associazione delle aziende elettriche (AES) e Swissgrid oggi, in occasione del 14esimo Congresso sull'elettricità, cui hanno partecipato quasi 400 persone, hanno lanciato un appello alla politica affinché agisca in favore di opportune condizioni quadro per il settore.

Nel processo di transizione attuale, pieno di sfide, bisogna "frenare l'euforica tendenza per i dogmi", ha affermato il presidente dell'AES Michel Widmer. Negli ultimi dieci anni, la politica si è progressivamente allontanata da una visione fattuale della situazione, ha deplorato.

Yves Zumwald, Ceo di Swissgrid - società che gestisce l'intera rete ad altissima tensione elvetica - ha puntato il dito contro i sempre più frequenti episodi di limite delle capacità della rete. Senza misure politiche supplementari, la situazione è destinata a peggiorare, ha ammonito. "I politici devono avere una strategia per una rete svizzera integrata in Europa": senza un accordo sull'elettricità con l'Ue, la stabilità della rete sarà sempre più minacciata.

La responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) non ha completamente dissipato lo scetticismo dei congressisti. Ha risposto che la questione del se e del quando tale accordo possa essere concluso dipende da un'intesa con Bruxelles sull'accordo quadro istituzionale. "Ma oggi non mi sentirete prevedere la data di conclusione di queste discussioni".

Il Congresso svizzero sull'elettricità è organizzato dall'AES e da electrosuisse, l'associazione professionale in materia di tecnologia elettronica, energetica e dell'informazione. Quest'anno l'AES festeggia il suo 125esimo anniversario: nel 1895 le 16 maggiori centrali elettriche della Svizzera la fondarono ad Aarau.

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