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Transocean, operatore americano di piattaforme petrolifere con sede in Svizzera, ha chiuso nelle cifre rosse il primo trimestre d'esercizio 2015, con una perdita netta di 483 milioni di dollari, a fronte di un utile di 456 milioni nei primi tre mesi del 2014.

In una nota diramata oggi, il gruppo giustifica il cattivo risultato evocando in particolare deprezzamenti di attivi destinati a essere venduti, in un mercato sempre più difficile per il settore, confrontato al crollo dei corsi dell'oro nero.

Il volume di affari è diminuito del 12,6% a 2,04 miliardi di dollari, a causa di una ridotta attività dovuta alla chiusura di certe piattaforme. Il fatturato è tuttavia superiore alle attese degli analisti interpellati dall'agenzia economica AWP, che prevedevano in media vendite per 1,9 miliardi di dollari.

Lo scorso febbraio Transocean, che ha sede a Zugo, aveva annunciato per l'esercizio 2014 una perdita netta di 1,9 miliardi di dollari, contro un utile di 1,4 miliardi nel 2013. Per il solo quarto trimestre, la perdita netta si era attestata a 739 milioni di dollari.

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SDA-ATS