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BRUXELLES - "Trasparenza totale". Dopo tante discussioni, questa la scelta fatta dall'Ecofin sugli stress test bancari. E in nome di questa trasparenza i ministri finanziari dell'Unione Europea hanno deciso di pubblicare anche i risultati sull'esposizione dei singoli gruppi sul fronte dei debiti sovrani. E quelli relativi alle "controllate", se le autorità nazionali lo riterranno opportuno.
Due novita', queste, emerse con chiarezza nella riunione di oggi a Bruxelles, ma che non erano per nulla scontate. Tutte le ultime resistenze, pero', sembrano essere state superate. Il solo problema ancora irrisolto - ha spiegato il ministro delle finanze belga, Didier Reynders, presidente di turno dell'Ecofin - e' quello del coordinamento, per far si' che i dati di tutte le banche testate siano pubblicati nello stesso momento. Un coordinamento che sara' affidato al Cebs, il Comitato dei regolatori europei destinato a evolversi nella futura Autorita' Ue di vigilanza sulle banche. Una riunione tecnica nei prossimi giorni dovrebbe sciogliere anche questi ultimi nodi.
In pratica - secondo quanto concordato dai ministri finanziari della Ue - il 23 luglio saranno resi noti i risultati dei 91 gruppi europei testati (tra cui le italiane Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca, Banco Popolare), sia a livello aggregato, sia gruppo per gruppo. Per conoscere la situazione delle 'controllate', bisognera' invece attendere ancora quindici giorni, per permettere un "esercizio supplementare" da parte delle autorita' nazionali. Ma questo passaggio - secondo quanto hanno spiegato alcune fonti comunitarie - non e' obbligatorio. Sara' effettuato solo nei Paesi in cui le autorita' di vigilanza lo richiederanno.
Confermato quindi che i test - fatti per sondare la resistenza delle banche coinvolte e la loro attuale dipendenza dagli aiuti pubblici - saranno condotti sulla base di due scenari, uno di base e uno piu' avverso, che coprono il periodo 2010-2011. Nel valutare la situazione di una banca, quindi, si prendera' in considerazione l'evoluzione del Pil, del tasso di disoccupazione e dell'inflazione del Paese in cui l'istituto di credito opera. Oltre che la esposizione verso i titoli pubblici dei Paesi considerati piu' a rischio.
Da Eurogruppo ed Ecofin e' quindi emerso chiaramente come la Ue e' pronta a intervenire per aiutare le banche che dovessero mostrare punti deboli. "Non credo che sara' necessario intervenire - ha ribadito oggi il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn - perche' il sistema bancario europeo e' forte e resistente ovunque. Ma dobbiamo essere pronti ad affrontare eventuali sacche di vulnerabilità". Due i livelli di intervento per ricapitalizzare la banche in difficolta'. Il primo nazionale, con aiuti di Stato che Bruxelles si dice pronta ad autorizzare rapidamente; il secondo europeo, molto probabilmente anche con l'attivazione del Fondo salva-Stati da 440 miliardi di euro.
Passi avanti, infine, sul fronte della riforma della vigilanza finanziaria. L'Ecofin ha deciso di dare alla presidenza Ue il mandato a proseguire i negoziati col Parlamento europeo, nella speranza di raggiungere un'intesa per settembre. In tempo, dunque, per far votare l'eventuale accordo nella prima sessione plenaria dell'Europarlamento dopo la pausa estiva. E' questo l'unico modo per far si' che le tre autorita' Ue di vigilanza su banche, assicurazioni e mercati entrino in vigore dall'inizio del 2011. Diversamente, la loro nascita slitterebbe sine die. Il compromesso su cui si spera di trovare un'intesa con gli eurodeputati sarebbe quello per cui "si dice si' al potere delle Authority Ue di dirimere le controversie tra autorita' nazionali, ma solo su questioni di diritto comunitario".

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SDA-ATS