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TEL AVIV - Israele "non parteciperà alla concretizzazione della risoluzione della Conferenza del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp)" e non accetterà dunque di essere sottoposto ad ispezioni. Lo afferma in un comunicato ufficiale Nir Hefetz, consigliere per la stampa del premier Benyamin Netanyahu. La risoluzione del Tnp "è sbagliata alla base, ed intrisa di ipocrisia" ha aggiunto Hefetz.
La risoluzione del Tnp, secondo Hefetz, "ignora la realtà del Medio Oriente e le minacce vere che da esso giungono per il mondo intero. Quella risoluzione si concentra invece su Israele, l'unica democrazia del Medio Oriente, l'unico Stato al mondo su cui incomba una minaccia di distruzione. Al contrario l'Iran, che viola pubblicamente il Trattato di non proliferazione e dichiara apertamente di voler cancellare Israele dalla faccia della terra, non viene menzionato nella risoluzione".
"Il problema vero degli armamenti di distruzione di massa in Medio Oriente non ha a che vedere con Israele ma con quei Paesi che pur avendo sottoscritto il Trattato di non proliferazione lo hanno violato con faccia tosta, continuando al tempo stesso a fomentare il terrorismo: l'Iraq di Saddam Hussein, la Libia, la Siria, l'Iran. Ne consegue - afferma Hefetz - che la risoluzione del Tnp non solo non favorisce la sicurezza regionale, ma al contrario la allontana".
"Come Paese che non ha aderito al Tnp - prosegue Hefetz - Israele non è vincolato alle sue decisioni. Israele non gli attribuisce alcuna autorità. Visto il carattere distorto della risoluzione, Israele non prenderà parte alla sua realizzazione".
Hefetz ha così proseguito: "Circa le ripercussioni pratiche di quella risoluzione, noi prendiamo nota delle precisazioni importanti che abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti sulla loro politica. La questione sarà sollevata nell'incontro di martedì prossimo fra il presidente Barack Obama e il premier Benyamin Netanyahu".

SDA-ATS