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Anche dopo l'accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, la Svizzera dipenderà ancora a lungo da medici stranieri. L'anno scorso sono stati rilasciati 836 diplomi federali in medicina, contemporaneamente sono stati riconosciuti 2846 diplomi stranieri.

La quota di medici con titoli esteri è salita così al 29%, ha indicato oggi il Consiglio federale nella risposta a un'interpellanza della consigliera nazionale Bea Heim (PS/SO).

Già oggi gli ospedali periferici e di piccole dimensioni faticano a reperire il personale necessario. "Ciò dimostra che il nostro sistema sanitario dipende dall'immigrazione di medici dai Paesi europei a noi limitrofi e, nonostante gli sforzi intrapresi per aumentare le capacità formative del sistema svizzero, la situazione a breve termine non cambierà", scrive il Consiglio federale.

L'esecutivo auspica che si arrivi a 1300 diplomati all'anno, ma in questo ambito la sua competenza è limitata. Fa poi notare che i Cantoni fanno in modo che aumenti costantemente il numero di diplomi rilasciati: tra il 2008 e il 2013 la percentuale di laureati in medicina è cresciuta del 34%.

Nel 2013, le facoltà di medicina di Zurigo e Losanna hanno creato ognuna 60 nuovi posti di studio e quelle di Berna e Basilea 40. In Ticino le autorità cantonali stanno valutando l'istituzione di una facoltà di biomedicina con un master in medicina umana. Questa facoltà potrebbe garantire, in collaborazione con altri atenei, la formazione di ulteriori 60-70 medici.

Per conseguire il diploma federale occorrono in media sei anni. Inoltre, per specializzarsi in una determinata disciplina ce ne vogliono più o meno altri sei. L'aumento del numero di posti di studio in medicina umana si tradurrà solo col tempo in un aumento del numero di dottori, viene sottolineato.

Per quanto riguarda le conseguenze in tale ambito dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, il Consiglio federale rimanda alle proposte di attuazione che ha previsto di annunciare entro al fine di giugno.

SDA-ATS