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Tregua agli sgoccioli a Gaza, ore cruciali al Cairo

Continua febbrile la trattativa al Cairo tra palestinesi e israeliani mentre restano solo 24 ore - salvo problematiche proroghe - per trovare un'intesa prima che scada la fragile tregua di 72 ore iniziata alla mezzanotte di domenica. Un cessate il fuoco anche oggi rispettato dai belligeranti.

Nella capitale egiziana sono proseguiti per il secondo giorno i colloqui indiretti tra le parti mediati dagli egiziani, con il capo dei servizi segreti del Cairo, Mohamed al Tohami, a fare da tramite.

Contrastanti le versioni sull'esito degli incontri. Fonti israeliane hanno lamentato in mattinata lo scarso progresso delle trattative, denunciando la distanza con le richieste di Hamas. Poi però i media israeliani, all'unisono con quelli palestinesi, hanno rilanciato una 'bozza' in sei punti sulla quale sarebbe già stato raggiunto un primo accordo. Sullo sfondo, sottolineano fonti all'agenzia Mena, non pare esserci un prolungamento della tregua ma "una intesa stabile e duratura" sulla Striscia di Gaza. Un accordo che alcune formazioni palestinesi vorrebbero sottoscrivere per "20 anni", si afferma.

I punti su cui sarebbe stato trovato un compromesso sono tutti volti ad attenuare l'embargo su Gaza. Più acque territoriali disponibili lungo le coste per i pescatori, maggiore flusso di beni e persone ai valichi, 'salari' per membri civili di Hamas da far transitare attraverso l'Autorità nazionale palestinese, che avrebbe il compito con la sua polizia di controllare il varco di Rafah, quello con l'Egitto, per garantirne l'apertura permanente.

Questi primi passi incontrano però l'insoddisfazione di molti degli attori in campo: per i palestinesi si tratta di "limitate aperture", con Hamas pronta ad accusare gli israeliani di voler "continuare a porre condizioni"; per Israele resta invece da chiudere il nodo considerato essenziale dal governo Netanyahu, quello del disarmo e del contenimento delle fazioni estremiste palestinesi.

E una possibile intesa sui 'salari' ha fatto infuriare il ministro dell'Economia, l'ultranazionalista Naftali Bennett: "È come se dicessero pagateci, vi spareremo dopo, non pagate e spareremo subito". E se l'intesa finirà sul tavolo del governo israeliano, Bennett preannuncia già battaglia.

Restano poi da definire altri dossier scottanti, quello dei prigionieri e quello delle infrastrutture a Gaza, capitoli che tuttavia, a quanto sembra, saranno stralciati e affrontati in seconda battuta.

Intanto, la comunità internazionale preme per l'intesa e la Lega Araba chiede in particolare di blindare la tregua con una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza Onu. Un annuncio arrivato a margine dell'incontro con Frank Lowenstein, l'inviato speciale Usa sbarcato ieri al Cairo. L'Egitto ha informato degli sviluppi gli Stati Uniti e Ban Ki-moon. L'Arabia Saudita invece ammonisce Israele: "Deve capire che la pace è l'unica soluzione per la sua sopravvivenza".

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