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Password, dettagli finanziari, foto e video dei propri figli, passaporti scannerizzati e persino i codici di sblocco dei propri dispositivi. Per molti utenti condividere informazioni sui social media è ormai diventato naturale, tanto che lo fa il 93% degli utenti.

Una percentuale molto alta se si considera i rischi di furto di dati e identità a cui siamo oramai esposti all'ordine del giorno.

Queste abitudini sono più forti tra i giovani che rendono accessibili troppe informazioni private. Sono le conclusioni del rapporto 'My Precious Data: Stranger Danger' di Kaspersky Lab, condotto su oltre 16mila internauti di oltre 17 paesi nel mondo.

Secondo l'analisi, oltre la metà degli utenti (44%) condivide informazioni personali online senza considerare che, una volta diventate di dominio pubblico, possono sfuggire al controllo. Inoltre, una persona su cinque ammette di condividere dati sensibili con persone che non conosce bene e con estranei, limitando così la possibilità di controllare il loro uso futuro. In questo modo, sottolinea Kaspersky Lab, "ci si espone al furto d'identità o ad attacchi finanziari condividendo dettagli di pagamento (37%), scansioni di passaporti, patenti e altri documenti personali (41%) o le proprie password (30%)".

I giovani condividono più facilmente foto private: lo fa il 61% degli intervistati di età compresa tra i 16 e i 24 anni, rispetto al 38% degli utenti 'over 55'. Questo atteggiamento riguarda anche le informazioni finanziarie: due giovani su cinque (42% delle persone tra i 16 e i 24 anni) condividono, infatti, i propri dettagli finanziari e di pagamento, mentre lo fa 'solo' il 27% di chi ha più di 55 anni.

La ricerca svela anche che le persone non si limitano a condividere i dati, ma persino i dispositivi che potenzialmente custodiscono informazioni personali. Infatti, una persona su dieci (10%) ha condiviso con un estraneo il pin di accesso e una su cinque (22%) ha lasciato il proprio dispositivo sbloccato e incustodito. Inoltre, circa un quarto (23%) degli intervistati ha prestato il proprio dispositivo ad un'altra persona.

"Rivelando informazioni importanti con un semplice click si rinuncia al loro controllo, perché non si può essere sicuri di dove finiranno e come saranno usate. Gli utenti stanno letteralmente mettendo i loro dati nelle mani di estranei", dice Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab, suggerendo quello che con buon senso dovrebbero fare da tempo gli utenti: "mettere in atto misure di sicurezza" e "pensarci due volte prima di pubblicare online informazioni importanti".

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SDA-ATS