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Scuole chiuse domani e dopodomani a Teheran per gli alti livelli di inquinamento raggiunti in questi giorni.

Lo ha deciso il comitato di crisi alla luce dei dati registrati dall'inizio del mese nella capitale, per effetto del traffico e degli impianti di riscaldamento.

Radio e tv diffondono regolari inviti ad evitare di uscire di casa e preferire i mezzi pubblici alle auto private, molte di non recente fabbricazione. Ma il problema dell'inquinamento non esiste solo a Teheran, visto che un recente rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità segnala fra i casi di inquinamento più preoccupanti anche le città iraniane di Ahwaz, Sanadaj, Kermanshah e Yasouj.

A giocare un ruolo è anche la desertificazione delle aree vicine o oltre confine, come nel caso di Ahwaz nel Kuzhestan, spesso investita da pesanti tempeste di sabbia che creano seri problemi respiratori agli abitanti.

La desertificazione, cui concorrono le scarse precipitazioni degli ultimi anni, è aggravato in Iran anche dalla costruzione di dighe e dall'uso intensivo delle falde acquifere. Un caso per tutti quello del lago Urmia, al confine della Turchia, un tempo uno dei più grandi laghi salati al mondo e ora rimasto quasi privo di acqua.

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SDA-ATS