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Svolta nelle indagini sull'attentato al museo del Bardo costato la vita a 21 persone. La mente dell'attacco, il leader del gruppo terroristico che ha scatenato l'inferno a Tunisi, è stato arrestato. E sembra rafforzarsi sempre di più la pista dei legami con l'Isis.

Il capo della cellula dietro la strage di mercoledì scorso, secondo le prime indiscrezioni, è un tunisino che abitava in Belgio. Mentre continua la fuga del terzo attentatore, Maher Ben Mouldi Gaidi, tutti gli altri appartenenti al gruppo che ha portato a termine l'attacco del Bardo sono stati identificati o già arrestati, annunciano le autorità tunisine.

Si tratta di sedici persone, appartenenti alla brigata tunisina Okba Bin Nafaa, guidata dall'algerino Lokman Abou Sakher, che pochi mesi fa avrebbe dichiarato fedeltà al Califfo al Baghdadi, dopo essere stata affiliata ad al-Qaida per il Maghreb islamico. Brigata con compiti precisi e suddivisa in quattro sottogruppi: il primo con il ruolo di individuare obiettivi e reperire informazioni utili; il secondo incaricato della logistica, fornitura di armi e di esplosivi, il terzo dedito all'azione vera e propria; il quarto incaricato di filmare l'attentato e metterlo poi in rete nella fase della rivendicazione dell'azione terroristica.

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SDA-ATS