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Il governo tunisino ha comunicato che sono stati identificati 10 dei 38 morti dell'attentato di ieri a Susa (Sousse). Sono 8 britannici, un tedesco e un belga.

Resort, alberghi e luoghi turistici sono stati intanto "blindati" dall'esercito in Tunisia dopo l'attentato. Il premier, Habib Essid, ha annunciato di aver richiamato i riservisti per garantire la sicurezza, ma migliaia di turisti stanno comunque lasciando il Paese.

Le nuove misure anti-terrorismo entreranno in vigore il primo luglio e prevedono lo schieramento di soldati riservisti nei "siti sensibili e nei luoghi che possono essere obiettivo di attacchi terroristici", ha annunciato il premier.

Essid ha anche ordinato la chiusura di 80 moschee per incitamento all'estremismo islamico. Si tratta di un "piano eccezionale per assicurare una maggiore sicurezza nei luoghi turistici e archeologici", ha spiegato.

Isis rivendica strage

La paternità della strage è stata intanto rivendicata sui social media a nome dello Stato Islamico (Isis). L'Isis aveva già rivendicato l'altro attentato di ieri contro una moschea a Kuwait City che ha fatto 27 vittime.

Una dichiarazione su Twitter, non verificabile ma che è simile alle altre diffuse precedentemente dall'Isis, spiega che "un soldato del califfato" ha attaccato le "tane della fornicazione, del vizio e dell'apostasia" e questo "malgrado le misure" di sicurezza "rafforzate attorno a queste tane". La maggior parte delle persone uccise, aggiunge, sono cittadini "di Stati dell'alleanza crociata che combatte lo Stato del Califfato".

Pubblicata anche una fotografia del presunto attentatore, il cui nome di battaglia sarebbe Abu Yahya al-Kairouani.

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SDA-ATS