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BERNA - Attentato senza conseguenze la scorsa notte all'ambasciata tunisina di Berna: intorno alle 00.40 ignoti hanno lanciato diversi corpi incendiari contro l'edificio situato lungo la Kirchenfeldstrasse, nel quartiere delle missioni diplomatiche. Il fuoco non è però divampato e i danni sono limitati, ha indicato la polizia cantonale. Un "Comitato di sostegno al popolo tunisino" sospetta una messa in scena.
Gli autori del gesto, da mettere verosimilmente in relazione con le proteste in corso in Tunisia, sono riusciti a dileguarsi. Gli inquirenti sono al lavoro per determinare l'esatta dinamica dell'episodio e risalire ai responsabili.
I pompieri sono arrivati sul posto, al numero civico 63 della Kirchenfeldstrasse, ma non hanno dovuto intervenire, non essendoci fuoco, ha indicato all'ATS Ursula Stauffer, portavoce della polizia, che non ha voluto fornire maggiori dettagli su quanto finora emerso dalle indagini. Il luogo dell'attacco è stato ripulito e questa mattina sul posto non erano visibili tracce di danni sulle pareti esterne dell'edificio.
Il Comitato di sostegno al popolo tunisino (CSPT) in Svizzera ha condannato "con fermezza" l'attentato in una nota e ha esortato la polizia a fare piena luce sulla vicenda. Esso non formula accuse specifiche riguardo ai possibili autori dell'attacco incendiario ma lascia intravvedere i suoi "seri dubbi". Il potere tunisino - sostiene - "cerca di discreditare il movimento sociale" di protesta.
"È nell'interesse del regime del presidente Ben Ali di sviare l'attenzione da quanto succede in Tunisia e di rompere lo slancio di solidarietà creatosi in Svizzera con il popolo tunisino", ha dichiarato all'ATS Anouar Gharbi, coordinatore del CSPT. "Troviamo strane - ha aggiunto - le forti similitudini tra questo attacco e quello al consolato di Tunisia a Pantin, presso Parigi, domenica scorsa": anche davanti a questa rappresentanza tunisina c'è stata una "piccola esplosione" verso le cinque del mattino, con "danni minimi" come a Berna.
"Le autorità tunisine parlano di atti terroristici e di 'casseurs', ma dietro questo genere di affermazioni c'è la volontà di manipolare l'opinione per legittimare l'impiego della violenza e delle armi contro il popolo", mette in guardia Gharbi, assicurando che "il sollevamento popolare in Tunisia ha un carattere pacifico".

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SDA-ATS