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Rafforzamento della protezione delle zone turistiche su tutto il territorio nazionale, richiamo alle strutture pubbliche di dotarsi di sistemi di sicurezza efficaci, rafforzamento della vigilanza nei luoghi sensibili.

Queste sono solo alcune delle misure adottate dalla cellula di crisi guidata dal premier Habib Essid, dalle quali emerge il dato più importante: la considerazione che la Tunisia è un Paese in guerra contro il terrorismo e ciò esige la coniugazione degli sforzi tra tutte le istituzioni, di sicurezza, militari e giudiziarie.

Inevitabile il riferimento alla crisi libica, con la promessa di un ulteriore rafforzamento dei controlli lungo il confine anche con barriere materiali e la messa in atto di preparativi per far fronte ad eventuali ricadute dal punto di vista umanitario se la situazione dovesse peggiorare.

La realizzazione di queste ed altre misure verrà poi periodicamente monitorata dalla cellula di crisi del governo, considerata d'ora in poi in servizio permanente al fine di poter assicurare in ogni momento il controllo della situazione sicurezza nel Paese e prendere decisioni immediate in caso di bisogno.

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SDA-ATS