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Il potente consigliere del presidente della Repubblica tunisina, Hédi Ben Abbès, ha annunciato nella notte di essersi dimesso dall'ufficio politico del partito Congresso per la Repubblica guidato dallo stesso Moncef Marzouki. In una dichiarazione al sito Business News, Ben Abbes - che non lascia comunque per il momento l'incarico - ha spiegato la sua decisione con "divergenze con la politica del partito".

Hédi Ben Abbès viene ritenuto il braccio destro di Marzouki ed il regista della politica del presidente della Repubblica.

Decine di migliaia di persone nelle ultime ore hanno invaso al Bardo, la piazza di Tunisi antistante il Palazzo dell'Assemblea nazionale costituente chiedendone lo scioglimento e la caduta del governo a guida islamista. Un episodio che sottolinea come ormai la protesta stia valicando i confini della stretta politica.

Nella tarda serata di ieri ai manifestanti del Bardo si sono aggiunti centinaia di giovani del quartiere di Melassine, uno dei più poveri della capitale, che hanno inneggiato al diritto al lavoro e contro le diseguaglianze sociali. "Melassine repubblica" è stato uno degli slogan più ascoltati. La situazione appare tranquilla, sia per l'aspetto assolutamente pacifico della protesta sia soprattutto per il fortissimo dispiegamento delle forze di polizia. Nella tarda serata, peraltro, il Ministero dell'Interno ha lanciato un appello ai due schieramenti (pro e contro il governo) affinché si evitino contatti tra avversari. Lo stesso Ministero ha quindi giustificato l'uso della forza - soprattutto con il ricorso ai gas lacrimogeni contro le due parti in contrasto - proprio per evitare che gli scontri abbiano "effetti mortali".

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SDA-ATS